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Novità Di Gennaio

Novità di gennaio

Il nuovo anno di Lunàdigas si apre con una serie di testimonianze che arrivano dall’America Latina e interrogano, da prospettive diverse, il rapporto tra maternità, libertà di scelta, condizioni materiali e diritti riproduttivi.
Voci che raccontano contesti specifici, Panama e Colombia, ma che parlano anche a noi, alle strutture culturali che continuano a legare il valore delle donne alla maternità.

Le infermiere: “A Panama è molto raro trovare ragazze senza figli”

Due infermiere della zona orientale di Panama mettono a confronto le proprie esperienze di maternità e riflettono sulla situazione del Paese in tema di natalità, aborto e pregiudizi verso le donne senza figli.

Grace: “Alzati e sii indipendente”

Grace vive a Panama. Madre di due figli, nati e pianificati all’interno del matrimonio, oggi è vedova. La sua testimonianza è un racconto di forza, autonomia e fiducia nell’indipendenza delle donne.

Cristina e Pilar: “I nostri studenti vivono meglio le proprie scelte”

Cristina e Pilar sono docenti universitarie di biologia in Colombia. Entrambe hanno scelto consapevolmente di non avere figli e di dedicare la propria vita al lavoro. Nelle loro parole emergono le pressioni sociali e familiari, ma anche una riflessione sulle condizioni colombiane in materia di natalità e diritti riproduttivi.

Yarilisa: “A Panama non c’è un controllo sulle nascite”

Yarilisa è una giovane madre che vive sulla costa orientale di Panama. Racconta le difficoltà economiche di alcune aree del Paese e la mancanza di un’educazione diffusa alla pianificazione delle nascite.

Guarire dall’obbligo della maternità

Fabiana Formica, Childless: A Woman and a Girl in a Man’s World (Nianima Press, 2025)
Recensione di Claudia Mazzilli

Nel suo esordio narrativo, Fabiana Formica si rivolge a una “figlia immaginaria”, Nia, e attraverso questo dialogo intimo racconta la scelta di non essere madre. Childless è un percorso di liberazione dalle aspettative patriarcali che continuano a definire le donne in relazione alla maternità, un libro che intreccia esperienza personale, critica culturale e immaginazione affettiva.

Per questo nuovo anno auguriamo a tuttə noi parole più libere e scelte più consapevoli. Ci auguriamo soprattutto contesti più giusti, in cui sia possibile vivere o non vivere la maternità senza obblighi né giudizi; in cui ogni voce possa essere ascoltata.

Continueremo a fare ciò che da sempre guida il lavoro di Lunàdigas: raccogliere voci e restituire la complessità delle storie personali, nel loro passaggio continuo dal privato al politico, mantenendo aperto uno spazio di pensiero critico e di autodeterminazione.

Buon 2026 con Lunàdigas.

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