Cristina e Pilar sono due docenti universitarie di biologia in Colombia. Nonostante le pressioni sociali e familiari più o meno subite, entrambe hanno scelto coscientemente di non avere figli e di dedicare la propria vita al lavoro. Ragionano sulle condizioni in Colombia in merito alla natalità e ai diritti riproduttivi.
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Ecco la trascrizione completa del video:
PILAR: «Mi chiamo Pilar. Ho quarantanove anni. Attualmente lavoro come professoressa all’università. Sono microbiologa. Mi dedico a essere felice, e ho deciso di non avere figli.»
CRISTINA: «Ciao, mi chiamo Cristina Lopez Gallego. Ho quarantanove anni. Sono biologa, professoressa all’università. Da quando ero piccola, da quando ricordo… non ho mai voluto avere figli e mi sono sempre sentita bene al riguardo. C’è molta diversità, la Colombia è un paese grande. Ci sono diverse culture, quindi dipende un po’ dalla cultura in cui ti trovi. Ma in generale, la maggior parte delle persone è cattolica. E si considera sempre che sposarsi e avere figli sia “la normalità”, ciò che bisogna fare per essere felici. Quando tu dici che non vuoi un marito o un partner, e che non vuoi fare figli, vieni considerata strana. Sei considerata fuori dalla norma, come qualcosa di… anomalo. Non è che ti trattino male, ma ti considerano comunque fuori dalla norma.»
PILAR: «Sì, penso sia come un modello. Devi nascere, studiare, avere figli, far parte dell’impegno comune di esistere sulla Terra. Come fai a prendere la decisione di non farlo, se ti guardano con stranezza? Come: “Che succede? Perché decidi di non avere figli?” È una cosa abituale. Ma sento anche che stiamo cambiando, quindi fortunatamente… ci sono persone che rispettano le tue decisioni e lo ritengono normale.»
CRISTINA: «La mia famiglia è abbastanza cattolica. Non mi hanno mai fatto pressioni dirette. Però ti fanno domande tipo: “Ehi, quando ti sposi? Quando farai dei figli? Il tempo passa, hai già venticinque, trent’anni”… Allora, molto amorevolmente, ti dicono: “Ehi, cosa sta succedendo”? Non ho mai sentito una pressione forte, ma chiaramente senti che c’è un’aspettativa che non stai soddisfacendo per la maggior parte dei parenti. E mia madre è l’unica dei suoi fratelli a non avere nipoti. È l’unica a non essere nonna, quindi lei si sente male, perché non ha nipoti, a differenza di tutti i suoi fratelli e sorelle, ma non me l’ha mai rimproverato direttamente.»
PILAR: «Sì, nel mio caso… i miei genitori sono più aperti. Non c’è stata pressione. Anche se devi rispettare quel modello: nascere, avere figli, studiare. Dopo il dottorato: “E poi? Devi sposarti e avere figli”. Ma il fatto di non farlo, e vedermi felice, li fa dire: “Stai bene, siamo con te”. Nel mondo accademico, la maggior parte dei miei colleghi ha figli ed è sposata. Cristina ed io siamo l’eccezione all’università. Abbiamo davvero deciso di non avere figli. Molte sono ancora in attesa di trovare un partner e avere figli. Noi siamo in attesa di trovare un partner, forse. Ma viviamo bene da sole con la decisione di non avere figli.»
CRISTINA: «Sì, credo che la nostra generazione… dai quaranta ai cinquant’anni, è un po’ più tradizionale, anche nel mondo accademico, sebbene siano persone con mentalità più aperta, non ti giudicano duramente, cercano di non avere pregiudizi. Ma per le generazioni più giovani, i nostri studenti di venti e trent’anni, o anche più giovani, sento che è diverso. Le donne e gli uomini, e le persone non binarie si sentono più a loro agio con le loro scelte, anche se sono diverse dalla norma. Credo anche che le nuove generazioni stiano migliorando. Nonostante esista ancora questa pressione sociale o familiare, credo che stiano migliorando, sì. Non ho mai pensato di dover lasciare un’eredità dopo che non ci sarò più. Ma mi sento molto orgogliosa… di essere biologa, professoressa, e di lavorare nella tutela della biodiversità. Ed ho sempre pensato che la mia eredità sia insegnare, produrre conoscenza, cercare di salvare il pianeta. E sento che è un contributo importante e mi rende molto felice. E spero che serva per il futuro.»
PILAR: «Io penso che l’eredità la si lascia tutti i giorni. Cerco quindi di essere una brava persona, prendermi cura di me, sentirmi bene, essere buona con me stessa e con gli altri esseri che sono su questo pianeta assieme a me. Quindi ogni notte quando vado a dormire, sento di aver lasciato una buona eredità e mi preparo a fare lo stesso il giorno dopo. Al di là della conoscenza che si genera nella professione, il punto è essere essere una brava persona, avere una bella energia, per te e per gli altri.»
CRISTINA: «In Colombia molte persone usavano la parola “zitella” per riferirsi a una donna che non si è mai sposata e che ha già raggiunto un’età avanzata, e non ha mai voluto o potuto avere un partner. È un termine un po’ dispregiativo per una persona. Normalmente chi non si sposa è anche chi non ha figli. Ci sono anche donne che decidono di non avere figli anche se sposate, ma non c’è un termine specifico. Però di solito si rivolgono a te come: “Poverina, non ha potuto avere figli”. Ma non c’è un termine specifico.»
PILAR: «C’è una cosa divertente. Quando si avvicina l’età fertile, e non hai avuto figli, e non ti sei sposata, ti dicono: “Ti è scappato il treno”. “Hai perso il treno”. Questo è molto divertente, cioè… hai perso l’opportunità, era la tua opportunità. Hai perso la chance di avere un figlio e sposarti. Però è vero che c’è qualcosa di comune… è implicito che per avere figli devi sposarti.»
CRISTINA: «Ah sì.»
PILAR: «E quindi, questo fa sì che il requisito sia sposarsi. Molte volte magari si vuole anche avere figli senza sposarsi, ma devo sposarmi, non devo perdere il treno, perché se non mi sposo finisco zitella senza figli. Quindi si deve avere un uomo affianco per poter avere figli.»
CRISTINA: «Quando una donna ha figli e non ha un partner, è una madre sola. Ma è diverso se tu fossi sposata e tuo marito morisse o fossi divorziata, non viene visto male. Però se decidi di avere figli e non sposarti mai, sei comunque una madre sola, ma è diverso. Non è così approvato. Dicono: “Come puoi non sposarti e avere figli”? È un po’ dirompente.»
PILAR: «In Colombia ti preparano a essere mamma, ti insegnano le basi della contraccezione a scuola. Ma siamo un paese cattolico, l’aborto è sempre visto come negativo. Recentemente abbiamo introdotto politiche che lo permettono, e le entità statali praticano l’aborto, così come una vasectomia gratuita, per esempio. E allora credo che siamo migliorati, no? La conoscenza ha fatto sì che abbiamo opzioni per non avere figli. Sfortunatamente, nelle comunità con basso livello educativo, ci si aspetta che le donne siano madri. Ci sono ragazze quindicenni che hanno figli, perché non hanno accesso a metodi di pianificazione. Questo succede molto in Colombia, ci sono molte giovani che non pianificano. Altre non pianificano perché non è stato loro insegnato, o è considerato un mito, soprattutto in aree rurali, con meno livello educativo.»
Español:
PILAR: «Me llamo Pilar Ergimena, tengo 49 años. Actualmente trabajo como profesora en la universidad. Soy microbióloga. Me dedico a ser feliz, y he decidido no tener hijos.»
CRISTINA: «Hola, yo me llamo Cristina Lopez Gallego. Tengo 49 años. Soy bióloga, soy profesora en una universidad, Y desde que estaba chiquita, desde que recuerdo… nunca quise tener hijos y siempre me he sentido bien al respecto. Hay mucha diversidad, Colombia es un país grande. Hay diferentes culturas, entonces depende un poco de la cultura donde estés. Pero en general, la mayoría de personas son católicas. Y siempre se considera… que casarse y tener hijos es “lo normal”. Lo que hay que hacer para ser feliz. Cuando tú dices que no quieres tener un esposo o una pareja Y que no quieres hacer hijos. Eso se… considera extraño. Se considera afuera de lo normal, se considera que es algo que… es una anomalía. Que hay algo extraño con estas personas. No necesariamente te tratan mal, pero sí te consideran como fuera de la norma.»
PILAR: «Sí, creo que es como un patrón. Tú tienes que… nacer, estudiar, tener hijos, hacer parte común, del compromiso de estar en la Tierra y existir. ¿Cómo tú tomas la decisión de no hacerlo, si te miran con extrañeza? ¿Cómo que te pasa, qué decidiste no tener hijos? Es como lo convencional. Pero siento que vamos cambiando, entonces afortunadamente… Siguen personas que respetan tus decisiones, y que lo ven como algo natural.»
CRISTINA: «Mi familia es bastante católica. Nunca me presionaron directamente, pero si te hacen preguntas como: “¿Oye, cuando te vas a casar? ¿Cuándo vas a tener hijos?” Y sí el tiempo va pasando, sí ya tienes 25-30 años… Entonces, muy amorosamente, te dicen como: “¿Oye, que está pasando?” Nunca me sentí una presión fuerte, pero, claramente se siente que hay una expectativa, y que no estas cumpliendo la expectativa para la mayoría de mis familiares Y mi madre es la única de todos sus hermanos que no tiene nietos. Es la única que no es abuela, entonces ella se siente mal. porque no tiene nietos, a diferencia de todas sus hermanas y hermanos. Pero nunca me lo ha reclamado directamente.»
PILAR: «Sí, en mi caso digamos que mis padres son personas más abiertas. No había sido como una presión. A pesar de que se sabe que tienes que cumplir con ese patrón. Sí es formarse, tener hijos, estudiar. Después del doctorado: “¿Qué sigue? Tienes que casarte y tener hijos”. Pero el hecho de no hacerlo, y verme feliz hace que en mi familia me digan: “Estás bien, estamos contigo”. En el mundo académico, la mayoría de mis colegas están casadas y tienen hijos. Cristi y yo somos como una excepción en la universidad. Realmente decidimos no tener hijos. Muchas siguen a la expectativa de encontrar pareja y tener hijos. Nosotros estamos a la expectativa de encontrar pareja quizás. Pero vivimos muy bien solas con la decisión de no tener hijos.»
CRISTINA: «Sí, creo que nuestra generación… de 40 a 50, sigue siendo un poco más tradicional, incluso en la academia, aunque son personas con mentalidad más abierta. No te juzgan tan duramente, tratan de no tener prejudicios. Pero las generaciones más jóvenes, nuestros estudiantes que están entre 20 y 30 años, o como más jóvenes, yo siento que es diferente, o sea las mujeres y los hombres y las personas no binarias se sienten más cómodas con sus elecciones, así sean diferentes a la norma. Yo también creo que las nuevas generaciones van mejorando, aunque todavía exista un poco esa presión, social o familiar, Yo creo que van mejorando, sí. Nunca he pensado que deba dejar un legado, después de que ya no esté, pero sí me siento muy orgullosa de ser bióloga, de ser profesora, de trabajar en conservación de la biodiversidad. Y siempre he pensado que mi legado es enseñarles a otras personas, producir conocimiento, tratar de salvar el planeta, y siento que es una contribución importante y me hace muy feliz. Y pues espero que sirva para el futuro.»
PILAR: «Yo siento que el legado lo dejas todos los días. Entonces, trato de ser una bonita persona, cuidarme a mí, sentirme bien, ser bonita conmigo, y ser bonita con los demás, con los otros seres que están conmigo en este planeta. Entonces cada noche cuando me voy a dormir, siento que dejé un buen legado y me preparo para el día siguiente a hacer lo mismo. Más allá de que sea el conocimiento que generas en la profesión, Es cómo ser bonita persona, tener una bonita energía, para ti y para los demás.»
CRISTINA: «En Colombia, muchas personas usaban la palabra “solterona”, para referirse a una mujer que nunca se casó, y que ya está como con una edad avanzada, y nunca quiso tener una pareja, o nunca pudo tener una pareja. Es un término un poco despectivo para una persona. Y normalmente las personas que no se casan son las que no tienen hijos. También hay mujeres que deciden no tener hijos, aunque estén casadas, pero eso no tiene como un término específico. Pero normalmente sí… te refieren como: “Ay pobre, no pudo tener hijos”. No hay como un término especifico.»
PILAR: «Hay algo que sí es muy gracioso. Cuando se acerca la edad fértil, y no has tenido hijos, y no te has casado, te dicen: “Se te fue el tren”. “Te dejó el tren”. Eso es muy gracioso, o sea, como que perdiste la oportunidad: era tu oportunidad, perdiste la chance de tener un hijo o haberte casado. Pero sí es cierto que hay algo que es muy común, es implícito que para tener hijos debes casarte.»
CRISTINA: «Ah sì.»
PILAR: «Y entonces, eso hace que el requisito sea…casarse. Muchas veces quieres ni siquiera poder tener hijos sin casarme, sino debo casarme, No debo dejar que el tren se me pase, porque si no me caso, termino soltera sin hijos. Entonces, está ese requisito de tener un hombre a tu lado, para también poder tener hijos.»
CRISTINA: «Cuando una mujer tiene hijos y no tiene pareja, es una madre soltera. Pero es diferente si tú estabas casada, y tu esposo murió o se separaron, eso no se ve tan mal. Pero si tú decides tener hijos y nunca casarte, también eres madre soltera, pero es diferente. No se aprueba tanto porque es como, se te ocurre no casarte y tener hijos, es un poco disruptivo.»
PILAR: «En Colombia, digamos que te preparan para ser mamá, y en el colegio, te enseñan las cosas básicas de planificación. Pero como somos católicos, el aborto siempre se ha visto como algo negativo. Recientemente hemos generado ya políticas que te permiten el aborto, y entidades estatales realizan el aborto, así como realizan gratuitamente una vasectomía, por ejemplo. Y entonces creo que sí hemos mejorado, cierto. El conocimiento ha hecho que tengamos unas opciones para no tener hijos. Desafortunadamente, en comunidades, mujeres con bajo nivel educativo, lo que se espera es que sean madres. Mujeres muy jóvenes de 15 años están teniendo hijos, porque no tienen acceso a métodos de planificación. Eso sucede mucho en nuestro país, en Colombia, hay muchas mujeres jóvenes que no planifican. Y también otras que no planifican porque no los han enseñado, o es un mito, sobre todo de esas áreas rurales, con menos nivel educativo.»
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