Novità di febbraio
Le testimonianze di questo mese arrivano dall’Ecuador, dagli Stati Uniti e dall’Europa, e riportano in primo piano uno sguardo che è all’origine di Lunàdigas: quello delle donne senza figli che parlano a partire da sé e dalle proprie scelte, e dal modo in cui queste vengono continuamente interpretate, e spesso giudicate, dall’esterno.
Sono voci che raccontano cosa significa abitare questo spazio, come viene messo in discussione o difeso, e che interrogano la famiglia e la maternità da una prospettiva che storicamente non è stata autorizzata a farlo.
Rosi e Fu Yu: “Tutto quello che ti dicono se non sei madre”
A Cuenca, due donne, di cui una di origini taiwanesi, si confrontano sulla loro esperienza. Entrambe hanno scelto di non avere figli, nonostante i numerosi giudizi sociali subìti che elencano e approfondiscono con ironia e profondità, tutelando anzitutto il diritto di ciascuna all’autodeterminazione.
Wolfgang: “Famiglia e tutto il resto non mi servono”
Wolfgang racconta di aver scelto già da giovane di non volere figli perché non rientrano nei suoi progetti di vita. Famiglia e amici rispettano la sua scelta, e lui riconosce che la decisione di non avere figli può avere un peso diverso per uomini e donne, soprattutto per motivi biologici.
Julianna: “Non è una scelta in cui intromettersi”
Julianna, studentessa all’Università di Washington, risponde a una domanda a bruciapelo su cosa pensa riguardo alle donne senza figli: è un tema – sostiene – su cui è bene non intromettersi essendo molto personale.
Natalia: “Non ho mai, in nessun momento, desiderato avere figli”
Natalia, polacca residente in Germania, ha deciso consapevolmente di non avere figli. Attribuisce questa scelta alla mancanza di desiderio di maternità e all’importanza della libertà personale e della relazione di coppia. Natalia parla del contrasto tra la maggiore apertura tedesca e la visione più conservatrice della donna in Polonia.
Maria Anna Di Gioia, Com’è l’acqua. Riconoscere ogni giorno il mare invisibile del patriarcato.
Una recensione di Claudia Mazzilli
Maria Anna Di Gioia, docente di scuola secondaria di secondo grado e attivista femminista, raccoglie nel suo lavoro riflessioni, documenti e materiali audiovisivi, proponendo laboratori didattici da sviluppare in occasione di alcune Giornate che nel mondo della scuola spesso scadono in kermesse e cerimonie di circostanza, anche a causa della mancanza di strumenti adeguati.