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Novità Di Agosto

Novità di agosto

Ci sono luoghi in cui scegliere di non avere figli è difficile anche solo da pensare. Dal Sud America alla Sardegna, le testimonianze di agosto mostrano quanto una decisione che dovrebbe appartenere solo alla sfera individuale di ciascunə continui a misurarsi con ciò che la società si aspetta dalle nostre vite.

Dal Brasile, Renato osserva la crescita delle favelas e riflette sulle condizioni culturali, sociali ed economiche che spingono le donne ad avere molti figli. La sua è una voce preoccupata per le conseguenze della sovrappopolazione, ma attenta a non trasformare quella preoccupazione in un giudizio sulle persone e sulle loro vite.

In Bolivia, Paola racconta invece quanto sia difficile sottrarsi a una maternità ancora considerata quasi obbligatoria. Non avere figli, per lei, è una scelta precisa e rivendicata: la possibilità di cercare altrove la propria realizzazione e di decidere quale forma dare alla propria vita.

Dall’Argentina arriva Gloria, giornalista, lunàdiga e grande amante dei gatti. Ha sempre saputo di non volere figli e ha costruito consapevolmente la propria vita senza la maternità. Alla convinzione che la cura appartenga necessariamente alle madri oppone la propria esperienza: ci si può prendere cura degli altri e avere un ruolo importante nelle loro vite senza avere figli.

E c’è chi quella distanza dalla maternità l’ha sentita quando era ancora bambina. In lingua logudorese, Laura D. racconta per Annotu che non le piaceva giocare con i bambolotti e che il desiderio di diventare madre non è mai arrivato. La sua testimonianza mette in discussione proprio l’idea che quel desiderio appartenga per natura a tutte le donne e rivendica la libertà di riconoscersi per ciò che si è, anziché per ciò che ci si aspetta che si diventi.

Con Rafael lo sguardo si sposta dall’altra parte di un sistema che non assegna ruoli soltanto alle donne. Nella sua testimonianza, racconta di essersi riconosciuto maschilista e di aver cominciato da lì a cambiare, mettendo in discussione il patriarcato anche dentro di sé. Quando parla di paternità, la sottrae all’automatismo: avere figli, sostiene, deve essere una decisione libera, condivisa e responsabile.

Ma poter scegliere significa anche poter cambiare strada.

Nella sezione Storie, Claudia Mazzilli legge Mezzanotte meno un quarto di Daniela Stallo (Coda di volpe, 2026), un romanzo che racconta un’interruzione volontaria di gravidanza nell’Italia degli anni Duemila. La legge 194/1978 garantisce alla protagonista il diritto di scegliere, ma non basta a liberare quella scelta dal giudizio e da una pratica medica che può ancora trasformarsi in violenza. Il romanzo entra proprio in questa distanza tra un diritto conquistato e la possibilità concreta di esercitarlo.

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