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Rafael supports feminism and recognises the need to challenge patriarchy. On fatherhood, he believes that having children should be a free, shared and responsible choice.

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Ecco la trascrizione completa del video:

RAFAEL: «Secondo me il movimento femminista che in realtà è nato qui, in Argentina, è una cosa molto forte ed è nato da qualcosa di terribile che è successo, uno stupro e l’omicidio di una ragazza. Ma a partire da lì, da quella cosa tremenda che è successa, è nato il movimento “Ni Una Menos”, che è un movimento che mette insieme un sacco di cose delle donne, e unisce sia le donne che gli uomini nella lotta contro tutto questo, contro il patriarcato e contro tutto ciò che abbiamo sempre dato per giusto o per sbagliato.
Ripensare le cose, aiuta me e anche le altre persone a rivedermi come uomo e la posizione che bisogna prendere da lì. È un movimento davvero genuino e che coinvolge un sacco di persone. Secondo me è fantastico, cioè, è straordinario. È la lotta delle ragazze e va sostenuta. E poi, ci fa rendere conto anche a noi che quello che pensavamo fosse giusto o normale sono in realtà le fondamenta da abbattere e gli schemi da infrangere, diciamo. Perché c’erano tante cose che non andavano, è una questione di come siamo cresciuti in questa società maschilista dove gli uomini hanno un sacco di libertà mentre succedono un sacco di cose e alle donne viene criticato assolutamente tutto. Secondo me è giusto sostenerlo, mancano ancora tante cose e non si tratta solo di non uccidere più le donne, c’è il problema degli stupri e di tutte quelle cose orribili, ma oltre a quello ci sono un sacco di altre questioni che sono venute fuori da lì, come la posizione della donna nel mondo del lavoro, che viene pagata meno e le viene contestato praticamente tutto, da come si veste fino a quello che dice, mentre l’opinione degli uomini è sempre sopravvalutata. Questo…»
ROBERTA: «Ovviamente.»
RAFAEL: «Questo qui è molto più femminista di prima, diciamo e non si tratta solo di non dire una cosa fuori luogo, cioè, dire una cosa a una donna è ovviamente assolutamente sbagliato, ma non è solo quello; ci sono tante altre cose in cui anch’io mi sono riconosciuto maschilista in un sacco di situazioni e che ho cercato di cambiare, fondamentalmente.»
ROBERTA: «E poi, la paternità, c’è stato un momento della tua vita in cui hai pensato che fosse il momento di fare un figlio?»
RAFAEL: «No, non mi è mai passato per la testa perché le relazioni che ho avuto non sono mai arrivate a quel punto, e però, beh, è una decisione personale, se uno vuole o non vuole, e va presa con la responsabilità che si merita, secondo me è assolutamente rispettabile. Portare al mondo un figlio o una figlia è una decisione estremamente complicata e bisogna essere responsabili quando la si prende, bisogna esserci per quel figlio o quella figlia. Quindi non la si può prendere come se fosse una cosa qualsiasi, tipo, faccio un figlio, faccio una figlia, che ne so. Bisogna esserci, il giorno che deciderò di diventare padre, se mi capiterà, voglio essere presente e voglio esserci il più possibile, sostenendo la mia compagna e il figlio o la figlia che avrò.»
ROBERTA: «Ma in famiglia, sul lavoro, non ti è mai capitato che ti facessero domande su questo?»
RAFAEL: «C’è questo fatto che io ho più di trent’anni e non ho figli, c’è sempre quella domanda lì per tutte quelle aspettative di cui parlavamo. A vent’anni viaggi, a trent’anni dovresti avere una ragazza ed essere quasi sposato, e a quasi quaranta devi avere due figli, un lavoro stabile, ed essere felice, e non è affatto così. È bello quando è una decisione autentica e che nasce dall’amore, non perché la società ti dice che devi fare questa o quella cosa, tipo “ho più di trent’anni, se non ho figli adesso…”»
ROBERTA: «E quando vedi un bambino o una bambina cosa pensi? Ti fanno tenerezza?»
RAFAEL: «No, cioè, non è che… Mi piacciano tutti i bambini. Mi piacciono ma, diciamo, non dico “non vedo l’ora di avere un figlio”. Mi capiterà quando sarò davvero con qualcuno con cui la decisione sia condivisa e io sia pronto a dedicarmi completamente a quel progetto. Ora ho un altro progetto in mente e un figlio o una figlia non rientrano nel progetto che ho adesso, ma non è perché sono uomo, diciamo, è perché sono una persona, e qualsiasi persona può pensarla allo stesso modo. Donna o uomo, è la stessa cosa. Non so.»
ROBERTA: «Non hai amici che hanno avuto figli che ti dicono “è meraviglioso, perché non lo fai”?»
RAFAEL: «Ho amici che hanno avuto figli, che hanno una famiglia, che sono felici e sono felici a modo loro, ma beh, non è successo a me. Poi ho altri amici che hanno figli e la relazione non funziona dopo poco e beh… bisogna rifletterci. Prendere la decisione non è una cosa da poco. Non so.»

Español:

RAFAEL: «Me parece que es el movimiento feminista que en realidad surge acá, en Argentina, una cosa muy fuerte y que surge por algo que pasó, que es horrible, que es una violación, una muerte a una piba. Pero viene a partir de eso, de eso muy malo que pasó apareció el movimiento “Ni Una Menos”, que es un movimiento que unifica a un montón de cosas, las mujeres, y une a… tanto mujeres como hombres en la lucha contra esto, contra el patriarcado y contra todo lo que venimos pensando que supuestamente está bien y está mal.
Repensar, me ayuda a mí y a otra gente también a repensarme como hombre y la posición que uno tiene que tomar a partir de eso. Es un movimiento súper genuino y que atraviesa a un montón de gente. Me parece que es fabuloso, o sea, es magnífico. Es la lucha de las pibas y hay que apoyar eso. Y bueno, nos va a hacer ver a nosotros también como lo que nosotros pensábamos que estaba bien o que era común son los cimientos que hay que romper y los mandatos que hay que quebrar, digamos. Porque intervientan muchas cosas que estaban mal, una cuestión de que nosotros nacimos así en una sociedad machista que el hombre tiene un montón de libertad pasando un montón de cosas y a la mujer se le cuestiona absolutamente todo. Me parece que bueno que… que apoyarlo, que… falta un montón de cosas y no solamente es que las mujeres, o sea, no matar más, una cosa es las violaciones y eso que son terribles, pero aparte hay un montón de cuestiones que se fueron dando a partir de eso que es la posición de la mujer en el tema laboral, el que le pagan menos, el que le cuestionan absolutamente todo de cómo va vestida hasta lo que opina, mientras que la opinión del hombre siempre es sobrevalorada.»
ROBERTA: «Por supp…»
RAFAEL: «Este es mucho más feminista que antes, digamos y no solamente es no decir una barbaridad, o sea, decir a una mujer obviamente está absolutamente mal, pero no solamente es eso, hay un montón de otras cosas en las cuales nosotros, me vi como machista también en un montón de cosas y que fui tratando de modificar, básicamente.»
ROBERTA: «Y por supuesto, la paternidad, ¿estaba un momento de tu vida donde pensaste… es el momento de hacer un hijo?»
RAFAEL: «Es que no, a mí no se me pasó porque las relaciones que tuve no llegaron a ese punto, y pero bueno, es la decisión de cada uno, si uno quiere o no quiere, y hay que tomarlo con la responsabilidad que se merece eso, me parece que es totalmente respetable. Traer un hijo o una hija al mundo es una decisión sumamente… complicada y hay que ser responsable cuando uno la toma, hay que estar presente para ese hijo o para esa hija. Entonces… no lo puede tomar uno así como una cuestión más, decir, tengo un pibe, tengo una piba, qué sé yo. Entonces hay que estar, yo el día que decida ser padre, si me pasa, quiero estar ahí, y quiero estar ahí todo el tiempo que pueda, apoyando a mi compañera y al hijo o a la hija que me toque tener.»
ROBERTA: «Pero en la familia, en el trabajo, ¿no te pasó que te hicieron preguntas sobre eso?»
RAFAEL: «Está esto de que yo tengo treinta y pico y no tengo hijos, siempre hay una cuestión de ahí por los mandatos que venimos hablando a los veinte y pico te vas de viaje, a los treinta y pico tenés que estar de novio y medio casado, y a los casi cuarenta tenés que tener dos pibes, un trabajo estable, y ser feliz, y eso no es así. Está bueno que sea una decisión genuina y que se dé con amor, no porque la sociedad te dice que vos tengas que hacer tal cosa, listo, tengo treinta y pico, si no tengo hijos ahora porque después…»
ROBERTA: «¿Y cuando ve a un nene o una nena qué piensa? ¿Le da tenereza?»
RAFAEL: «No, no me, o sea, los niños no es que me gustan todos, pero, digamos, no digo, hay que ganas de tener un hijo, me va a pasar cuando realmente esté con alguien que y la decisión sea en común y yo esté decidido a estar a full con ese proyecto, ahora tengo otro proyecto en mente y no entra en la ecuación no entra un hijo o una hija en el proyecto que tengo, pero no es porque soy hombre, digamos, es porque soy una persona, cualquier persona puede pensar igual, mujer o hombre, es lo mismo. No sé.»
ROBERTA: «¿No tiene amigos que hicieron hijos que te dicen, es magnífico, por qué no lo haces?»
RAFAEL: «Tengo amigos que… tuvieron hijos, que tienen familia, que son felices y son felices a su manera, pero bueno, no me ha pasado a mí. Después tengo otros amigos que tienen hijos y… la pareja no funciona al poco tiempo y bueno, hay que repensar eso, hay que tomar la decisión, no es menor. No sé.»

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