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Ines è una giovane femminista tedesca con le idee molto chiare: nella sua testimonianza esprime le ragioni che l’hanno portata a compiere la scelta di non avere figli e discute di temi importanti quali il superamento della visione romantica del parto, la possibilità di agire la maternità fuori dalle funzioni biologiche e la matrice razzista dei discorsi pronatalisti dei partiti di estrema destra in Germania.

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Ecco la trascrizione completa del video:

INES: «Vorrei parlare prima di tutto della mia decisione personale. Ho ventinove anni, e in realtà trovo che questa sia l’età migliore per avere figli, ma ho deciso qualche anno fa di non volere figli. Mi sono sempre sentita a disagio sull’argomento di essere madre io stessa, allo stesso tempo sembrava che fosse obbligatorio. Questo è ciò che si aspetta dalla società, dalla famiglia, tutti. E poi, negli anni, ho iniziato a identificarmi come femminista e ho deciso: no, non sono obbligata, questa per me è una pratica femminista, decido io cosa fare. Decido io cosa succede al mio corpo, e decido che la gravidanza e il parto non saranno parte di ciò che succederà al mio corpo.
E comunque nel mio contesto, sono fortunata perché mia madre, prima che dicessi qualcosa io, mi ha detto, “Nipoti, non ne ho davvero bisogno”. È un bene, perché non voglio affatto figli. La questione è stata chiarita, dato che anche mia madre è femminista. Forse non una che si definisce tale, ma una che ha passato la vita a praticare il femminismo. Va bene.
Poi negli ultimi due anni, ho sperimentato molto spesso, soprattutto in campo medico, casi di medici che non hanno assolutamente rispettato questo, soprattutto vedendoti così giovane. Sì, devi sempre ascoltare la loro opinione ma la tua non viene presa sul serio, non viene riconosciuta come decisione e allo stesso tempo è un problema che semplicemente salta fuori.
Tra l’altro anche fuori contesto, nemmeno dal ginecologo, ma semplicemente da un medico di base, mi viene chiesto come se questo avesse qualcosa a che fare, anche se sono lì per altro. È un argomento molto personale, appartiene alla tua sfera privata, che poi viene invasa e che… non è accettato quando dici: “no, è una mia scelta”. Mi chiedo perché mi venga chiesto se è chiaro quale sarà la mia risposta.
Mio padre non fa parte della mia vita, non sa nulla della mia vita, non parlo più con lui.
Quindi, nel contesto tedesco, è vero ovviamente, il mio è un ambiente femminista, ho molte amiche che hanno deciso di non fare figli, e non c’è molto… Non fa nessuna differenza, su questo siamo d’accordo.
Ma quello che osservo in Germania, anche con l’insorgere del populismo di destra, la loro componente razzista è piuttosto forte, e penso che sia terribile perché… L’AFD, il nuovo partito populista di estrema destra, in circolazione dal 2015 sta diventando sempre più popolare: hanno diffuso questa idea che noi tedeschi dovremmo fare più figli, perché in Germania c’è un basso tasso di natalità e abbiamo bisogno di bambini, troppi anziani a confronto con le giovani generazioni. Ed è per questo che in realtà avremmo bisogno di immigrazione, da un punto di vista neutrale, l’immigrazione porta persone che vogliono figli, o che possono portare bambini in qualsiasi modo.
E le donne tedesche hanno meno figli, perché siamo molto svantaggiate quando decidiamo di diventare madri. E sì, ora per la destra dovremmo farli noi, dovremmo farli noi i figli perché sono razzisti e vogliono solo bambini bianchi.
Quindi, se una donna migrante ha cinque figli, allora è davvero considerato un problema ma allo stesso tempo dicono che abbiamo bisogno di più bambini e dovremmo tutti fare figli. Alle donne tedesche si dice che devono avere figli, ma se il colore della pelle non è giusto allora non va bene, allora non devi fare figli, cosa che è profondamente razzista. Penso che sia un problema di cui non si parla molto…
In generale, penso che in Germania non sia un problema di cui… questa è una questione femminista o comunque quale ruolo svolge all’interno del femminismo? Penso chiaramente che l’esperienza fisica della gravidanza e del parto abbia giocato un ruolo nella mia decisione, almeno parzialmente, perché spesso non parliamo nemmeno dei pericoli insiti alla gravidanza e al parto per le persone che partoriscono. Quindi, penso che la gravidanza e il parto siano molto romanticizzati o al contrario patologizzati.
Quindi, o diventa così, come una bellissima esperienza che il corpo deve attraversare, perché hai un utero, quindi devi utilizzarlo, o al contrario la gravidanza è una condizione, che va nella direzione della malattia. Quindi, devi prenderti cura speciale di te stessa, che è vero: perché il tuo corpo subisce molti cambiamenti.
E sentivo anche fortemente ciò che la gravidanza e il parto fanno al tuo corpo, anche prima che prendessi quella decisione. Non è una decisione che ho preso senza pensare, ho fatto molte ricerche a riguardo e i pericoli che ne derivano, soprattutto per le donne che non hanno un buon accesso alle cure mediche. Anche per la contraccezione, nel senso che si può decidere di restare incinta, o può semplicemente succedere. Ebbene sì…
Quindi, per quanto riguarda le mestruazioni… presa tale decisione questo è quello che succede. Non è che ogni mese penso “avrei dovuto essere incinta.” Succede naturalmente fino alla menopausa, è così. Ne fa parte.
Quindi, una cosa molto importante, è che quando parliamo di maternità e genitorialità, non sempre si parla di maternità biologica.  Credo che sia importantissimo anche all’interno di una pratica femminista, vedere quali altre possibilità ci sono, di avere dei figli nella tua vita, di provare un senso materno per altri esseri, non solo bambini umani. E penso che se ne parli troppo poco.
Ero qui ieri al Feminist Futures Festival per un laboratorio, e sono rimasta sbalordita di quante donne o partecipanti ne abbiamo parlato subito, della maternità biologica, di fare figli. Come femministe, dovremmo pensarci, vale la pena pensare cosa c’entra il patriarcato con la maternità? Patriarcato e capitalismo vogliono decidere cosa facciamo con i nostri corpi e questo può essere per noi una scelta femminista. No. Non permetterò di fare questo con il mio corpo, ma posso ancora avere figli nella mia vita, o essere solidale con le mamme, che hanno partorito e, naturalmente, con tutte le cose biologiche a cui è collegato un bambino.
Ma possiamo sempre sostenere queste donne o sostenere queste persone, perché non ci sono solo le donne cisgender ma anche le persone transgender che potrebbero voler sperimentare la genitorialità e questo è importante.
Penso che ci voglia più di una persona per avere un figlio, per crescere e anche per sostenere un bambino o una bambina. Nessuna donna dovrebbe partorire da sola, lo reputo della massima importanza, anche all’interno del femminismo, per districarsi da questa nozione tradizionale che se avrò dei figli, sono solo miei.»

Tedesco:

INES: «Ich würde über meine persönliche Entscheidung sprechen, zunächst. Ich bin 29 Jahre alt, ich finde eigentlich noch am besten Alter, um Kinder zu bekommen, aber ich hab vor ein paar Jahren entschlossen, dass ich keine Kinder möchte, ich hatte schon immer das Gefühl… Ich hatte schon immer ein unbequemes Gefühl mit dem Thema das ich persönlich Mutter sein sollte und gleichzeitig das Gefühl, aber das muss sein. Das ist so, das was erwartet wird von der Gesellschaft, meiner Familie, allen.
Und ich habe dann so im Zuge dessen, dass ich angefangen habe ich, als Feministin zu identifizieren, beschlossen, nein, ich muss das nicht, das ist für mich eine feministische Praxis zu sagen, ich entscheide, das nicht zu tun.
Ich entscheide selbst, was mit meinem Körper passiert, und ich entscheide, dass Schwangerschaft und Geburt nichts ist, was in meinem Körper passieren wird. Und… Ja, und so in meinem Kontext, ich hab das Glück, dass meine Mutter von sich aus, bevor ich ihr das sagen musste, weil sie mir gesagt hat, “Enkelkinder, brauch ich eigentlich nicht.” OK, das ist gut, weil ich will ja gar keine Kinder. Und dann war das geklärt, was auch damit zusammenhängt, dass auch meine Mutter Feministin ist. Vielleicht keine, die sich so bezeichnet, aber die ihr Leben lang feministische Praktiken gelebt hat. Genau.
Und ich hab dann in den letzten 2 Jahren sehr oft erlebt, dass vor allem im medizinischen Bereich, also bei Ärztinnen, das nicht respektiert wird, gar nicht, vor allem wenn man so jung ist. Also… Heißt das immer, das können sich ihre Meinung können und Sie wird einfach nicht ernst genommen, nicht als Entscheidung anerkannt und gleichzeitig ist es ein Thema, nachdem einfach gefragt wird. Also auch wenn es gar nicht darum geht, nicht mal bei der Gynäkologin, sondern einfach bei einem allgemeinen Arzt hat, der hat mich einfach gefragt, so als hätte das jetzt irgendwas zu tun, warum ich eigentlich gerade da bin und das war dann so… Es ist ja ein sehr persönliches Thema und es ist eine Privatsphäre, die dann eingedrungen wird und…dann… nicht mehr dann wird akzeptiert, wenn man sagt, nein, ich habe das entschieden und frage ich mich, warum werde ich überhaupt gefragt, wenn eh klar ist, dass meine Antwort sein muss.
Also mein Vater ist nicht Teil meines Lebens. Er weiß nichts davon, aber ich spreche nicht mit ihm.
Also im deutschen Kontext, ja, das stimmt natürlich mein mein Umfeld ist feministisch, ich hab viele Freundinnen, die entschlossen haben, keine Kinder zu bekommen und da ja gibt es nicht viel… Da Ecken wir nicht an, das ist wir sind einer Meinung. Aber was ich in Deutschland beobachte, auch im Zuge so des Rechtspopulismus, der so einer starken ist. Ist das so ne rassistische Komponente reinkommt und das find ich furchtbar, weil… also die AFD, die neue rechtspopulistischen rechtsextremen Partei, die es seit 2015 immer mehr Zuspruch bekommt, die haben auch einen Spruch, da eine Idee, die ist, wir machen selber wieder mehr Kinder, wir Deutsche, weil in Deutschland, wir haben demographischen Wandel, und wir brauchen Kinder. Zu viele alte Menschen verglichen mit den jüngeren Generationen. Und deshalb brauchen wir eigentlich auch Immigration, so ganz neutral betrachtet brauchen Immigration, wir brauchen Menschen, die Kinder bekommen, oder Kinder bringen auf irgendwelche Art und Weise.
Und deutsche Frauen bekommen immer weniger Kinder, weil wir sehr benachteiligt werden, wenn wir entscheiden Mütter zu werden. Und ja, und jetzt gibt es die Rechten, die sagen, wir machen das selber, wir bekommen selber die Kinder und warum, weil sie rassistisch sind und weil sie nur weiße Kinder möchten. Also wenn eine migrantischer Frau fünf Kinder hat, dann ist es wirklich als Problem betrachtet und gleichzeitig wird davon gesprochen dass wir mehr Kinder brauchen und dass wir alle Kinder haben sollten. Also ins deutschen Frauen, wer auch immer das sein soll, wird gesagt, hier macht man Kinder, aber sobald deine Hautfarbe da irgendwas anderes nicht passt, dann sollst du bitte keine Kinder bekommen, dann ist es also es ist einfach zu tief rassistisch. Es ist glaube ich ein Thema, was nicht viel, worüber nicht viel gesprochen wird, auch…
Allgemein denke ich, dass es in Deutschland kein Thema ist… das ist ein feministisches Thema oder das so sehr im Feminismus eine Rolle spielt dieses Mutterschaftsthema?
Ich denke ja, klar, die körperliche Erfahrung von Schwangerschaft und Geburt war ein wichtiger Teil meiner Entscheidung, nicht der einzige, aber ein Teil davon, weil wir auch oft gar nicht darüber sprechen, wie welche Gefahren einhergehen mit Schwangerschaft und Geburt für Gebärdende. Also es wird ich glaube, Schwangerschaft und Geburt wird sehr romantisiert oder dann wiederum so pathologisiert.
Also entweder wird es so, als eine wundervolle Erfahrung und den Körper muss es einmal durchleben, weil du hast eine Gebärmutter, also mach was damit oder dann aber wiederum so Schwangerschaft ist ein anderer Zustand, der so Richtung Krankheit geht. So, du musst besonders auf dich aufpassen, du bist was ja auch stimmt, es ist schon so, dass sehr viel verändert mit deinem Körper.
Und ich hab mich auch sehr viel damit beschäftigt, was Schwangerschaft für den Körper bedeutet und Geburt. Bevor ich diese Entscheidung getroffen hab. Es ist nicht eine Entscheidung, die ich einfach so betroffen hab. Ich hab mich da sehr viel darüber informiert und die Gefahren, die auch einhergehen damit, vor allem für Frauen, die nicht so n guten Zugang zu medizinischer Versorgung haben. Und das ist ne Verhütung, die vielleicht auch nicht entscheiden schwanger zu sein, sondern denen es da passiert. Genau deswegen… Wenn also deine Frage zum zur Menstruation. Dadurch, dass ich hab also Entschlossen in der Entscheidung finden es ist was, was passiert, ich weiß es nicht, dass ich jeden Monat denke, ich hätte jetzt schwanger sein sollen, überhaupt nicht es ist einfach… er passiert natürlich bis in eine Menopause hinein, aber ja, so ist es. Das gehört dazu.
Also eine Sache, die wir ganz, ganz wichtig ist, ist, dass wenn wir über Mutterschaft und Elternschaft sprechen, dass wir nicht immer über biologische Mutterschaft sprechen, also darüber, selbst schwanger zu werden und Kinder zu bekommen. Ich finde, es ist sehr wichtig, auch innerhalb einer feministischen Praxis darüber nachzudenken, was es für andere Möglichkeiten gibt, Kinder in deinem Leben zu haben, Mütterliche Gefühle zu haben für andere Wesen, nicht nur Menschenkindern. Und ich denke, da wird viel zu wenig gesprochen.
Ich war gestern hier auf dem Feminist Futures Festival bei einem Workshop und ich war erstaunt darüber wie viele Frauen oder Teilnehmende sofort darüber gesprochen haben, so biologische Mutterschaft selber Kinder bekommen, wenn wir Feministinnen sind und darüber nachdenken sollten oder es sich Anbieter darüber nachzudenken was ist Patriarchat mit Muttersein zu tun hat? Das Patriarchat und die der Kapitalismus möchte, dass wir das mit unserem Körper machen, und das kann für uns eine feministische Entscheidung sein zu sagen, Nein.
Ich lass das nicht machen mit meinem Körper, aber ich kann trotzdem Kinder in meinem Leben haben. oder auch solidarisch sein mit Müttern, die selber geboren haben und natürlich aufgrund der von biologischen Dingen an der das Kind gebunden sind. Aber wir können trotzdem diesem dieser Frauen unterstützen oder diese Menschen unterstützen. Vor allem auch, wenn wir nicht fürs cis-Frauen sind, ja Transmänner, Transmenschen wollen auch vielleicht Erfahrungen mit Kindern haben, und das ist so wichtig, ich denke, es braucht mehr Menschen als nur eine Person ein Kind zu bekommen und ein Kind großzuziehen, und auch um ein Kind zu gewähren. Keine Frau sollte allein gebären, ich find das ganz ganz wichtig, auch innerhalb des Feminismus, sich zu lösen von dieser traditionellen Vorstellung, wenn ich Kinder hab, das meine eigenen sein.»

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