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“Ho preso una decisione. Voglio sterilizzarmi”

“Ho Preso Una Decisione. Voglio Sterilizzarmi”

La testimonianza di Clarissa, 30 anni:

Mi sono resa conto che non ho mai voluto avere figli, è così da sempre. Ovviamente da piccola non sapevo nemmeno cosa volesse dire avere un bambino, visto che io stessa lo ero, ma se oggi mi fermo a guardare quella bambina, è chiaro e limpido in me che era già tutto scritto.
Il mio papà biologico è morto quando io avevo solo 2 anni e mezzo. La mia mamma si è risposata successivamente con quello che ad oggi per me è ancora mio papà, anche se purtroppo anche lui ci ha lasciato, quando avevo 11 anni e mezzo.
Ricordo ancora quando mia mamma, un giorno, mi chiese se volevo un fratellino ed io risposi:”Se fai un altro bambino, io scappo!”. Ecco, avrò avuto all’ incirca 8 anni, e già si intravedeva in me questa voglia immensa di solitudine, di totale indipendenza. Ma al contrario di quello che si possa pensare sono sempre stata una bambina che socializzava con chiunque, solo che erano bambini della mia età o erano cani!
Ho una cugina, mia coetanea, che quando le arrivò il fratellino, lei lo accudiva come fosse suo figlio. Lo ricordo molto bene.
Ecco, io non ho mai considerato i bambini più piccoli di me. Non hanno mai attirato la mia attenzione.
Fin da piccola l’idea di me adulta era quella di donna in “carriera”, con un bellissimo lavoro soddisfacente, una bella macchina e tanto tempo per prendermi cura di me e dei miei animali. Non ho mai, nemmeno per un secondo, avuto una visione di me nella versione ” mamma”.
Poi in età un po’ più grande sono arrivati altri segnali.
Una sera mia mamma in tabaccheria,  parlava di quando mi aveva partorito ed io ho cominciato a sudare freddo e ad avere le vertigini. Sono  scappata fuori per non svenire.
“No, non ce la potrò mai fare!”, fu la prima cosa che pensai. Poi sono arrivati i problemi personali..l’età dello sviluppo! Ho cercato di coprire il mio seno che cresceva e che io odiavo in tutti i modi possibili!
L’arrivo del ciclo..è stato terribile! Quante volte ho avuto il desiderio di strapparmi via tutto quell’apparato che non ho mai sentito mio.
(Preciso che sono eterosessuale e il rapporto negativo che ho sempre avuto con il mio corpo femminile, nasce solo perché sono cresciuta con l’idea, inculcata dalla società, che se sei donna devi per forza essere madre,  ed io questo non l’ho mai accettato. Per questo spesso penso che se fossi nata uomo, sarebbe stata una cosa meravigliosa. Tante meno giustificazioni da dare, tante meno incomprensioni).
Insomma, questi problemi non si sono placati e dopo varie visite, all’età di 21 anni, mi viene diagnosticato un mioma uterino sotto-mucoso. Il medico mi spiegò che l’unico modo per risolvere il problema era quello di sottoporsi ad un’isteroscopia operativa. Mi disse che sarebbe stata comunque un’operazione parziale in quanto il mioma si trovava in un punto particolare e che per questo il rischio di perforazione dell’utero sarebbe stato alto.
Ascoltai tutto e quando stavo per dire: “Non importa, firmo una liberatoria, togliete tutto quello che c’è da togliere!”, lui aggiunse: “Sei troppo giovane, hai solo 21 anni, non posso privarti della possibilità di avere un figlio”, io mi sentii morire. Niente, il mio parere non contava niente. Ero solo una donna e in quanto tale prima o poi era scontato che avrei voluto un figlio!
All’epoca stavo con un uomo, 11 anni più grande di me che fortunatamente non ne voleva sapere di avere figli.
Mi diceva sempre che una coppia fa un figlio, quando non ha più niente da condividere e questa cosa, con il senno di poi,  è stato l’unico filo comune che ci ha tenuto legati.
Nel frattempo, finalmente, realizzai il desiderio di diventare estetista-massaggiatrice, dopo anni spesi per la mia formazione professionale.
All’inizio di questa nuova avventura lavorativa, iniziai a fare uno stage in un centro estetico, dove un giorno, durante una conversazione tra la titolare e la cliente svenni, stavano parlando di gravidanza.
Pensai: “Niente da fare, questa sensazione mi perseguita. Non ci posso fare niente, è dentro di me questa cosa e nessuno mai mi potrà farmi cambiare idea!”.
Nello stesso periodo, dopo 4 anni di convivenza con l’uomo con cui stavo all’epoca, arriva la rottura.
Passano pochi giorni, ed il destino mi fa incontrare quello che da quasi 5 anni è il mio compagno, l’amico più fedele che ho, l’unico punto fermo della mia vita.
Ricordo ancora una mia ex cliente che, vedendomi così felice mi fece questa domanda:”Ora che hai trovato la persona giusta, dimmi la verità, ti è venuta voglia di fare un figlio?”. Ricordo anche cosa le risposi: “No davvero! Semmai è peggiorata! Non lo potrei mai dividere con nessun altro! Non esiste proprio.” Il mio desiderio di NON maternità era talmente forte che nonostante io fossi completamente innamorata di lui, non fui in grado di trattenermi e gli chiesi: “Ti vedi papà un giorno?”.
Avevo il cuore in gola, avevo paura ma dovevo sapere!
E al suo assolutamente no, dopo tre mesi ho lasciato tutto. Lavoro, città, amicizie e mi sono trasferita in Toscana a 400 km di distanza da casa per iniziare la mia nuova vita con lui.
Intanto scopro anche che quel mioma uterino non esiste. Si tratta di endometriosi. Sì, è una malattia bastarda, dolorosa ma.. c’è un ma.. mi dà una speranza. Forse più di una.. potrei dover togliere l’utero in futuro  e così niente più giustificazioni, e in più lo stadio in cui è la malattia, è difficile avere una gravidanza!
Eh no no, sarebbe troppo bello tutto questo! Quando rispondo così, tutti hanno già la battuta pronta “No, non è vero, conosco un sacco di persone che sono diventate mamme lo stesso”. Niente, non riesco a scamparla in nessun modo!
Non c’è nessuna donna mamma che mi risponde così “Brava! Fai ciò che più ti piace nella vita! Realizza tutti i tuoi sogni e vai per la tua strada!”. Perché non c’è?
Sarebbe troppo bello per essere vero. Perché se loro hanno avuto un figlio, ce lo devo avere anche io? E per forza? Sembra quasi una punizione!
Sono felice con il mio fidanzato perché penso che essere d’accordo in due, su un argomento così importante, non è cosa da poco, ma nello stesso tempo sono stanca. Sono davvero stanca di dovermi giustificare, quando mi chiedono perché non voglio un figlio e nessuna risposta sembra soddisfare le loro curiosità. Sono stanca perché in realtà nessuno ascolta per capire! Ascoltano tutti solo per poi risponderti: ” Vedrai, cambierai idea, anche io dicevo così!”
NO NO NO! Io non sono voi!
Io non cambierò idea. Io non riesco nemmeno lontanamente ad immaginare un altro essere umano uscire dal mio corpo! Io non ho la minima intenzione di sacrificare la mia vita per quella di un altro essere vivente (sperando poi che una volta grande, ti ringrazi dei sacrifici fatti e non ti uccida a suon d’ascia!).
Non voglio passare notti insonni a sopportare quei pianti isterici e a cambiare pannolini sporchi.
Non mi interessa essere chiamata mamma!
Non voglio spendere i miei soldi, guadagnati con fatica per lui/lei.
Non riesco a trovare niente di così tanto bello nel procreare che compensi tutto il negativo che un figlio porta!
Io amo la mia vita ora. Amo il poter decidere se stare tutto il giorno a letto, quando non lavoro o se passare tre ore a fare shopping compulsivo, comprando tutto il centro commerciale!
Amo tornare a casa da lavoro e non avere nessun impegno (a parte i miei cani che non sono un impegno per me, ma è un piacere star con loro).
Nessun incastro d’orario, nessuna corsa per andare a prendere il bambino all’asilo. Niente occhiaie la mattina. Niente obblighi di cucinare otto mila pietanze (che tanto poi frignano lo stesso).
Guardo le donne con bambini e non riesco a provare tenerezza o gioia in quelle immagini. Dentro di me mi chiedo sempre e solo chi diavolo glielo fa fare!
Se questo vuol dire, come dicono tanti, non provare mai il vero amore.. beh non mi interessa! Pace! Me ne sono già fatta una ragione!
Amo il mio compagno, ma amo tanto anche il mio lavoro. E avendo appena 30 anni, mi voglio dedicare a questo. A crescere, a potermi permettere di stare fuori casa 3 giorni per un corso senza farmi grossi problemi.
E a chi mi chiede come mi vedo tra 30 anni senza figli… beh rispondo sempre che mi vedo FELICE con il mio compagno accanto, se il destino vorrà, in una casa con tantissimi animali ed una bellissima carriera lavorativa.
Tutto qui? Si, tutto qui! Non vedo una vecchiaia passata a cucinare per dei nipoti ipotetici. Non voglio far la mamma, figuriamoci la nonna!
Io mi sento completa così, non ho bisogno di nessun erede per sentirmi soddisfatta.
Ho passato questi ultimi anni con un nodo nello stomaco, chiedendomi perché nessuno mi capisse. Ho iniziato a pensare di essere malata, forse davvero avevo qualcosa che non andava.
Poi per caso, mi sono imbattuta in un blog dove una ragazza della mia età aveva scritto esattamente tutto quello che io provo da sempre.
Mi si sono illuminati gli occhi, quasi incredula. Ho scoperto da lì il movimento Childfree e da quel momento mi sono finalmente rasserenata.
Ho trovato tante donne come me che provano le stesse emozioni e che vivono quotidianamente gli stessi episodi che ora vedo con altri occhi!
Ora sono diventati buffi, mi divertono perché so che ci sono persone con cui poter riderci su!
E poi ho scoperto anche che, nonostante siano davvero pochi in Italia, ci sono dei medici che comprendono queste nostre emozioni e non giudicano, ma fanno semplicemente il loro lavoro.
Così ho fatto un sacco di domande a chi ha già compiuto questo passo e insieme al mio compagno ho deciso che il mio regalo per i miei 30 anni sarà la sterilizzazione.
Sto organizzando tutto per far sì che ciò avvenga entro fine anno. Non lo farò per dimostrare niente a nessuno.
Lo farò per me, per la mia tranquillità e per la coppia (ho la spirale, ma la mia mente non è mai rilassata al 100%, l’idea che qualcosa possa andare male, mi perseguita e non vivo mai la mia intimità come vorrei, come dovrei! ).
Non provo imbarazzo a parlare di questo argomento, ma so anche che è difficilissimo parlare con persone che non provano le stesse cose, perché non ci provano nemmeno a comprendere, a capire che il mondo è vario e che non siamo tutti uguali!
Per fortuna ho dalla mia parte fidanzato e mamma, ed un’amica da due anni che la pensa come me. Con loro riesco ad essere me stessa al 100%.
La mia eredità, se non me la sono spesa tutta in vita, la lascerò senza ombra di dubbio ad un’associazione animalista.
Grazie per avermi dato la possibilità di dire finalmente la mia, senza filtri e senza paura di essere giudicata un essere abominevole perché priva di istinto genitoriale!

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