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…E SE NON FOSSE MAI IL MOMENTO GIUSTO?

…E SE NON FOSSE MAI IL MOMENTO GIUSTO?

Tutto scorre velocemente. Ce lo ripetono ogni giorno. Il tempo, il mercato, la tecnologia, le richieste della società, i vecchi e i nuovi media. Le modifiche e i cambiamenti ai quali siamo sottoposte sono repentini quanto pervasivi. Ma c’è qualcosa che sembra non cambiare: il modello mentale invariabile secondo il quale dovremmo gestire le nostre vite. Nasci, cresci, studi, lavori, trovi una persona con cui condividere la vita, metti al mondo dei figli, li cresci. E tutto questo granitico schema andrebbe seguito secondo cadenze temporali abbastanza rigide così da rimanere nella scia veloce del tempo con tutte le variabili che esso comporta. Quindi mentre la società ci chiede di essere flessibili parallelamente ci spinge a seguire dei severi codici comportamentali che appaiono sempre meno adeguati alla realtà.

Qualche tempo fa, parlando con una ginecologa, mi colpì un termine che utilizzò per riferirsi alle donne sopra i 35 anni che diventano madri per la prima volta: primipare attempate. Se è pur vero che si riferisse all’età biologica più adatta per avere un figlio, quella parola – “attempata” – mi sembrò piuttosto anacronistica. Dalla biologia non si può prescindere. Il nostro corpo detta regole che stanno spesso al di sopra di qualsivoglia ragionamento ma è anche vero che il mondo viene descritto attraverso il linguaggio e le parole – per citare un famoso regista – sono importanti.

Forse quel termine può descrivere bene un contesto sociale che racconta la storia di generazioni passate. Un contesto in cui la maternità svolgeva un ruolo primario nell’intera esistenza di una donna. Un contesto in cui l’atto di mettere al mondo un figlio era considerato quasi inevitabile per la normale accettazione da parte della società stessa. Ma oggi?

In Italia l’età media in cui una donna partorisce il primo figlio si assesta al di sopra dei 30 anni e il continuo calo delle nascite racconta una sempre minore inclinazione ad avere figli. Non voglio discutere, né è mio compito farlo, sulle ragioni personalissime che possono spingere un individuo a scegliere di non diventare genitore (ritengo che al massimo io sia in grado e debba esprimermi solo sulle mie motivazioni). Credo che invece sia importante soffermarsi sulle tante persone (donne o uomini poco importa) che non hanno mai del tutto attuato una scelta semplicemente perché non hanno avuto gli strumenti sociali per poter decidere in modo libero sull’argomento. Parlo di coloro la cui vita non si è incastrata in quei parametri che ci insegnano essere giusti.

In un mondo in cui il lavoro è sempre più precario e le richieste di specializzazione si fanno sempre più specifiche, diventa ancora più difficile programmare il momento migliore per diventare genitori. E allora si attende. Si attende la persona giusta, la stabilità economica, il momento in cui quel lavoro che ti ha sempre voluto flessibile sia in grado di mostrarsi flessibile con te senza lasciarti al palo. E nell’attesa ci si interroga, si fa i conti con il proprio vissuto e ci si chiede se siamo davvero in grado di insegnare qualcosa a qualcuno senza renderlo vittima delle nostre frustrazioni. In quell’attesa si sente il tempo scorrere e spesso chi ci è intorno ci chiede conto del perché la nostra vita sia così in ritardo rispetto a quegli schemi sempre uguali ai quali ci saremmo dovuti attenere. Si ragiona… e se non fosse mai il momento giusto? Personalmente credo che ognuno di noi dovrebbe cercare di costruire una società in cui si abbia la possibilità di compiere delle scelte libere e consapevoli, qualsiasi esse siano. Il primo passo perché questo possa accadere è iniziare ad ascoltare davvero le storie degli altri.

Francesca Arca

*Francesca Arca è giornalista, speaker e conduttrice radiofonica. Ha curato nel corso degli anni diverse rubriche tematiche dedicate a cultura e società. Collabora attivamente per diverse riviste cartacee e on-line occupandosi di arte, cinema, letteratura e tematiche sociali. Nel 2017 inizia a collaborare stabilmente con il bimestrale “Ieri, Oggi, Domani” e da luglio 2021 ne assume la direzione.

 

 

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