Veronika, quarantasette di origini siberiane, racconta a Lunàdigas la sua gravidanza in corso ottenuta tramite fecondazione assistita in Grecia. Tra timori e desideri, scienza e politica, la sua testimonianza è uno schietto invito per tutte le donne a perseverare nell’autodeterminazione anche attraverso la pratica del congelamento degli ovuli.
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Ecco la trascrizione completa del video:
VERONIKA: «Mi chiamo Veronika Chufistova e, come si capisce dal mio nome e probabilmente dal mio accento, sono russa. Vengo dalla Siberia, da una città che si chiama Novosibirsk. Non preoccupatevi se non la conoscete, si trova molto lontano: è il centro geografico della Russia.
Sono nata lì perché entrambi i miei genitori erano ingegneri militari e quella è un’area davvero ben protetta dalle alleanze di tutto il mondo. Si può dire che era ‘Silicon Valley’ russa dove nasceva tutta la tecnologia militare.
Non ho ancora detto che nel 1985, mentre la Russia si apriva al mondo, io ho deciso di trasferirmi in Germania dove ho studiato economia e diritto e, praticamente, da allora vivo in Europa.
Devo dire che mi piace davvero tanto, è la mia nuova casa. Quanto alla mia vita privata, ho quarantasette anni ed è l’età in cui ho deciso di diventare madre.
Sono al quinto mese di gravidanza, sono molto felice e ho buone aspettative sulla nascita di mio figlio. Ho deciso consapevolmente di diventare una madre single, ovvero attraverso una fecondazione in vitro a cui mi sono sottoposta nella meravigliosa Grecia. Et voilà!
Ovviamente molti si chiederanno: Perché la FIV (fecondazione in vitro)? Perché a quarantasette anni? Si tratta di una decisione che ha preso all’improvviso? Si annoiava a morte perciò ha deciso di fare un figlio? No, non è così.
Vengo da una famiglia molto tradizionale, una famiglia dai valori ‘biblici’. Mio padre diceva sempre cose come: “Una famiglia senza figli non è una famiglia, e se puoi avere dieci figli allora dovresti avere dieci figli”. Ma, allo stesso tempo, diceva anche: “Quando due persone si incontrano possono decidere di avere figli o di non avere figli prima ancora di, diciamo, essere sicuri di voler restare insieme finché morte non li separi. Dal momento in cui si fa un figlio non si ha più diritto di separarsi poiché sarebbe coinvolta una terza persona e, purtroppo, i bambini non possono influenzare la decisione dei genitori di divorziare”. È così che sono cresciuta e, come dicevo, mio padre era un papà fantastico, e io ho sempre cercato un uomo che fosse un papà fantastico per mio figlio.
Ho avuto molte relazioni, ma alla fine quando mi chiedevo: “È questo l’uomo con cui posso passare la mia vita finché morte non ci separi? Quest’uomo potrebbe essere il padre dei miei figli?” Ogni volta la risposta era: “No, no, no”. Ovviamente ho cercato l’amore della mia vita e il padre dei miei figli fino all’età di quarantasette anni, momento in cui mi sono detta: “Forse dovrei staccarmi da questo ideale di mamma e papà”. In realtà, essere una madre single e felice è la stessa cosa di avere una mamma e un papà felici.
È la cosa ideale? Chiedetemelo più avanti, o meglio, chiedetelo a mio figlio. Ma sono sicura e fiduciosa del fatto che darò tantissimo amore e tantissima dedizione a mio figlio. Ovviamente, a un certo punto, e questo è probabilmente ciò che consiglierei a ogni donna, a ogni ragazza… cioè… dovreste congelare gli ovuli, anche se ora non volete avere figli oppure se state aspettando che arrivi ‘Mr. Perfezione’, non lasciate nulla al caso: congelate gli ovuli e ottenete la vostra libertà di prendere la vostra decisione fino all’età di cinquanta o cinquantuno anni. Quindi sì, ci ho pensato, sai, per questo ho deciso di congelare gli ovuli.
Probabilmente, in quel periodo, speravo ancora che Mr. Perfezione sarebbe arrivato, perché ci ho messo altri sette anni per arrivare alla conclusione e dirmi: “Non aspetto più, voglio fare un figlio da sola ora”. Ma se un giorno avrò una figlia femmina questo sarà ciò che le consiglierò.
Noi donne siamo sempre un po’ vittime di questo orologio biologico, sapete di cosa parlo. Cioè, io credo che il XXI secolo e il progresso della scienza ci renderanno libere e forti tanto quanto gli uomini. Perciò ora siamo libere di decidere quando, come e alle nostre condizioni.
Perché in Grecia? Ovviamente è una decisione importante ed è una grande incognita e, a chiunque intraprenda questo percorso, vorrei consigliare solo di fare le vostre ricerche e dedicare tempo a sufficienza a questo progetto, provando a considerare tutte le opzioni possibili. Ci sono molte piattaforme online che raggruppano le informazioni riguardo i paesi aperti alla fecondazione in vitro. Inoltre, online si possono trovare le valutazioni delle cliniche. Nel mio caso, partecipando a molti webinar e informandomi tanto, sono venuta in contatto con un’organizzazione del Regno Unito, IVF Friends, la quale propone anche consultazioni online e telefoniche. Dopo aver parlato con un consulente dell’organizzazione IVF Friends, mi è stato consigliato di andare in Grecia e di contattare il Dottor Karpouzis, che posso consigliare vivamente, non solo perché è altamente qualificato come dottore nell’ambito della FIV, ma anche perché ha una grande passione per ciò che fa, e posso dire che vi resterà vicino al fine di garantire il successo del trattamento. Inoltre è stato un trattamento altamente professionale e privato, quindi… durante tutto il lungo percorso, che ovviamente nel mio caso è stato più lungo a causa del Covid, lui mi ha sempre fornito consultazioni per telefono o di persona, perciò non c’era un intermediario di mezzo.
E… fa quasi ridere, poco prima di andare in Grecia ho contratto il Covid, perciò abbiamo dovuto posticipare il trattamento e lì il Dottor Karpouzis mi ha fatto anche da psicologo e psichiatra, perché per me è stato uno shock enorme, dato che mi stavo preparando da tanto tempo e dovevo nuovamente rimandare dopo aver già fatto la cura per permettere il trasferimento di FIV.
Però sapete una cosa? Secondo me: niente drammi, niente stress, fate ciò che serve e siate positive, perché è questo uno dei fattori più importanti di successo, è questo il motore più grande. Posso davvero consigliare la clinica e in particolar modo il Dottor Karpouzis.
La domanda ovvia è: perché non in Belgio? Perché in Grecia? In Belgio non era possibile perché ero una donna single e perché ero una donna che si era appena lasciata col proprio ragazzo. Ho fatto un colloquio psicologico con uno psicologo di una clinica che mi ha fatto venticinque domande, tra cui: “Cosa dirai a tuo figlio sul fatto che sei una mamma vecchia? Cosa farai… I bambini sono crudeli, e se dirà che sei sua nonna e non sua madre? Come farai a gestire tutto da sola”? L’ho trovato molto strano perché, voglio dire, io sono nata molto tardi, quando i miei genitori erano maturi e l’ho sempre considerata una cosa positiva. Avevano tempo per me, la loro era stata una decisione consapevole quindi ero la bambina più felice del mondo. Perciò, ciò che dirò a mio figlio riguardo la mia scelta e sul perché è nato in questo modo, dipenderà da come sarà mio figlio, no?
Credo sia stata l’esperienza peggiore o il dialogo peggiore che ho avuto riguardo la mia decisione, perché ovviamente… Innanzitutto io parlo di questa scelta e della fecondazione in vitro solo con i miei amici, perché credo non sia affare di nessuno il modo in cui… come sono rimasta incinta e come farò. L’unica cosa che voglio dire è che sono diventata madre alle mie condizioni e che essere una madre single è stata una decisione consapevole.
Tutti i miei amici sono felici per me, non ci sono state discussioni riguardo alla religione o riguardo al fatto che nessuno saprà chi è il padre. L’unica cosa che preoccupa un po’ i miei amici è: “Cosa dirai all’azienda?” Ovviamente non dirò alla mia azienda chi è il padre di mio figlio o altro. Ma è ovvio che le domande arriveranno e… Alcuni miei amici lavorano per Toyota e una delle proposte è stata: “Se qualcuno chiedesse chi è il padre guardalo in modo curioso e un po’ sciocco e di’: ‘Non posso dirtelo perché lo conosci’, e praticamente poi esci dalla stanza oppure cambi argomento”. Quindi è così che affronterò la cosa. Lavoro per un’azienda automobilistica composta al 99% da uomini e ovviamente è come un club di soli uomini fatto salvo poche eccezioni, e molto spesso mi ritrovo ad essere l’unica donna alle riunioni, così come alle cene, quindi credo che inizierebbero a guardarsi tutti l’un l’altro per indovinare chi è il fortunato! Perciò penso che mio figlio avrà alcune caratteristiche di Mr. X, altre di Mr. Z e altre di Mr. Y. Sarà un gioco interessante.
Come dire… Crescendo pensavo che la mia fosse una famiglia classica, ma ripensandoci ora da un punto di vita occidentale-europeo, probabilmente non lo era. Entrambi i miei genitori erano ingegneri, come ho già detto, e mia mamma era una donna molto colta che ha lavorato tutta la vita, oltre ad essere il capo della famiglia. Papà era il più amorevole dei mariti e il più amorevole dei papà. Lavorava anche più di mia madre, trascorreva metà dell’anno in viaggio per affari. Secondo me era il miglior ingegnere e uno degli uomini più intelligenti che ho conosciuto nella mia vita. Ciononostante, l’intero stipendio finiva sul conto corrente di mia madre e non so se mio padre abbia mai avuto più di dieci centesimi in tasca, perché era mamma il boss della famiglia, quindi gestiva sia il proprio lavoro che la famiglia. Probabilmente papà guadagnava di più perché era lui che faceva più viaggi d’affari, viaggi che venivano pagati il doppio ai tempi della Russia Sovietica. Al contrario, a casa era mia madre ad avere le redini. Sfortunatamente, i miei genitori sono venuti a mancare nel 2015 e l’unico grande rimpianto della mia vita è che non conosceranno mai Viktor, mio figlio, che prenderà il nome di mio papà. Quindi avrà le iniziali di papà e anche il suo carattere, spero.
Ho preso ora questa decisione per rimpiazzare la mia famiglia? No, non direi. Come ho detto, rimpiango solo di non essere giunta a tale conclusione finché i miei genitori erano vivi, perché sarebbero stati felicissimi di conoscere il loro nipotino. Non ha niente a che vedere con la morte dei miei genitori, è una scelta legata solo al desiderio che ho sempre avuto in me di avere un figlio ed è legata alla consapevolezza che, avvicinandoti ai cinquant’anni, se vuoi farlo, lo fai. Non avevo più abbastanza tempo, poiché anche per le FIV c’è un limite legale di cinquant’anni.
Direi che il coronavirus ha influito maggiormente. Viaggio molto per lavoro. Prima del coronavirus trascorrevo più tempo in aereo o negli hotel che a casa mia. Durante il coronavirus ho avuto il tempo di ritrovare la pace e ragionare su tante cose. E se c’è stato qualcosa che ha contribuito alla mia decisione è stato il coronavirus.
Le donne senza figli? È un argomento molto interessante, non ci crederete ma sono circondata da donne senza figli e la maggior parte di queste donne da cui sono circondata hanno una relazione felice da tantissimo tempo, e la maggior parte di loro sono sposate.
Ovviamente essendo russa sono molto diretta, direi che vivo o a modo mio o niente, quindi quando mi sono confrontata con una mia amica che vorrebbe avere quattro cani e cinque gatti ma non vorrebbe mai un figlio, ho detto: “Sei sicura? Com’è possibile? Hai un marito!” e non riuscivo assolutamente a comprendere come… perché, sai, se sei una donna che vuole un figlio e l’unico elemento mancante è una vita felice con un marito, ovviamente se senti la tua migliore amica che è felicemente sposata dire: “No, no, per carità! È un incubo!” proprio quando tu vorresti un figlio, inizi a sudare!
Quindi all’inizio ho provato a convincere Suzie a fare un figlio al punto che è andata da uno psicologo e lo psicologo le ha detto: “Suzie, fai ciò che vuoi nella vita, ma non fare mai figli”. Al contempo, ho altre quattro coppie di amici che dicono: “No, non voglio avere figli” e, in qualche modo, forse questo mi ha fatta ricredere, nel senso che, se non hai questo istinto dentro di te, non dovresti avere figli. I figli non sono uno status symbol. I figli non sono un qualcosa che hai per definizione. I figli sono qualcosa che dovresti avere solo quando hai un forte istinto materno dentro di te, ma nessuno ha detto che tutti abbiamo gli stessi istinti, no?
In un certo senso, è assolutamente inaccettabile la pressione che ci mette la società, ed è assolutamente inaccettabile che sia persino oggetto di discussione il fatto che se ti sposi lo step successivo sia: devi avere figli. Ed è del tutto inaccettabile che tutti debbano avere figli. Perché non tutti hanno un cane? Perché non tutti hanno un gatto? Ma perché tutti devono avere un marito o una moglie? E perché tutti devono avere figli? Perciò, voglio dire, io… Sono circondata da donne che non vogliono avere figli, ma d’altra parte per quanto riguarda me, ho sempre voluto un figlio, e credo che come loro non potranno mai convincermi a non volere figli, allo stesso modo io non potrei mai convincere loro a volerne. Perciò ritengo che dovrebbe essere una decisione consapevole, dovrebbe essere una decisione ben ragionata e si deve essere davvero convinti di volerlo.
È molto divertente, leggo un sacco di articoli riguardo la gravidanza: “Prima settimana di gravidanza, seconda, settima settimana…” e poi leggo cose come: “In questa settimana è molto probabile sentirsi depresse” e, secondo me, se vuoi davvero avere un figlio, se lo desideravi, se non si tratta di un figlio capitato per caso, che ovviamente può succedere, com’è possibile essere depressa se è ciò che volevi?
Quindi, per chiudere la parentesi, devi sapere cosa vuoi, per questo motivo non devi avere fretta di fare figli. Non dovresti fare figli solo per salvare la tua relazione, non dovresti fare figli solo perché tutti fanno figli. Non dovresti fare figli solo perché è una pressione sociale. Dovresti fare figli solo se hai questo forte desiderio di diventare madre. Parlando di pressioni, ho sentito pressione sociale? Se fossi rimasta in Russia, probabilmente l’avrei sentita perché in Russia normalmente ci si sposa a ventuno o ventidue anni e, se non lo fai, allora tutte le tue zie e i tuoi zii inizieranno a parlarli come se fosse troppo tardi o cose del genere, dicendoti cose come: “È ora che pensi a metter su famiglia”. C’è un aneddoto che posso raccontarvi su mia sorella: mia sorella ha avuto mia nipote a ventiquattro anni. È dovuta andare in ospedale un mese prima del parto perché la sua era considerata una gravidanza tardiva, quindi avevano paura che la bambina nascesse senza unghie… Ad ogni modo, era circondata da diciottenni e diciannovenni che dovevano partorire, e a ventiquattro anni era già considerata “vecchia” per essere madre. Ancora oggi ci scherziamo su, soprattutto ora che diventerò madre, all’età di quarantotto anni. Questo è uno dei contro. Certo, le cose sono cambiate, anche in Russia, credo che ora le donne facciano figli più tardi, ma sentivo un po’ di pressione da parte dei miei genitori, seppur leggera.
Mio padre impazziva per i bambini, come ho detto prima, quindi desiderava avere dei nipoti. Ma era fin troppo gentile e sofisticato per insistere, a differenza di mia mamma che mi chiamava in qualsiasi momento. Amavo mia madre da morire, ci sentivamo cinque o sei volte al giorno, cioè, trascorrevamo molto tempo insieme nonostante il fatto che io vivessi a Bruxelles e lei vivesse a Novosibirsk, che si trova a settemila chilometri di distanza. A volte mi chiamava mentre ero impegnata costringendomi a lasciare riunioni molto importanti, quindi le chiedevo: “Mamma è successo qualcosa?” e lei rispondeva “No, nulla, ma è ora che fai figli”. Allora io dicevo: “Mamma, sono in riunione” e lei rispondeva: “Capisco, ma tu devi capire che la carriera non è tutto nella vita e devi iniziare a pensare ad avere dei figli”, così le chiedevo: “Cosa vuoi che faccia nel concreto? Vuoi che salti addosso a uno degli uomini in sala riunioni? O vuoi che dica ai ragazzi che non posso più seguire la riunione perché mia mamma mi ha detto che devo fare un figlio ora”?
Quindi sì, c’era un po’ di pressione. Poi dicevo semplicemente: “Mammina, scusa, devo riagganciare” e lei rispondeva: “Sei così maleducata con tua mamma!” allora poi dovevo richiamarla per chiederle scusa, e ovviamente facevamo pace, ma sì, per lei era un gran motivo di preoccupazione e, come ho detto, è un peccato che non conoscerà Viktor, ma sono sicura che loro vedano tutto, che mi mandino le loro benedizioni e che siano molto felici per me, per il fatto che io abbia preso questa scelta. Ultimamente anche mia sorella è stata molto dolce, mi ha detto: “Siamo stati al cimitero da mamma e papà e abbiamo parlato loro di te e del tuo progetto, secondo noi sono molto felici”. È stato un momento molto felice.
Perché la FIV e non l’adozione? Semplicemente perché non è possibile se sei… Cioè, sarei stata felicissima di dare una mamma a un bambino che non ha né una mamma né un papà, e se me lo chiedeste sceglierei quello piuttosto che la fecondazione in vitro, perché comunque non ho mai voluto che mio figlio non avesse un padre, l’ho sempre considerato poco ottimale e ho sempre detto: “Se non incontrerò l’uomo dei miei sogni adotterò un bambino” in modo da dare una mamma, almeno una mamma, a qualcuno che non ha né mamma né papà. Ma è impossibile se sei una donna single sopra ai quarant’anni, è impossibile. L’adozione è letteralmente impossibile. Nonostante il fatto che io sia molto indipendente, che il mio stipendio sia molto buono e che possa affrontare obblighi di qualsiasi tipo, è impossibile. Da un punto di vista legale è semplicemente… Ho controllato diverse opzioni, ma da un punto di vista legale se sei una donna single sei discriminata dalla legge. Ed è una cosa stupida. La società dovrebbe considerarne le evidenti conseguenze, perché ci sono tantissimi bambini che avrebbero bisogno di maggiori attenzioni e che sarebbero felici di avere una mamma. Una mamma come me, spero! Credo che sarò una brava mamma, una mamma molto affettuosa!
Credo di essere stata molto fortunata in amicizia. Ho molti, no, non molti: io ho pochi amici maschi, ma buoni. Credo che Viktor avrà i miei amici come figure maschili di riferimento.
Quanto all’argomento baby-sitter, non mi importa, in tutta onestà, se sarà una donna o un uomo. In questo preciso momento, e so che probabilmente vi sembrerò superficiale, ma non penso a baby-sitter. In questo momento spero soltanto che venga al mondo sano e poi vedremo, ma no, non ci ho pensato. È una buona idea, ci rifletterò! D’altro canto, trovare un baby-sitter che possa essere una figura maschile nella vita di Viktor per molto tempo, sicuramente sarà un compito arduo perché credo che oggi la maggior parte di queste figure siano donne. Ma onestamente non ho ancora considerato questa cosa, devo studiarmela.»
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