Irem elenca i giudizi impliciti e espliciti che subiscono le donne senza figli in Turchia. Per le donne sposate, si presuppone che l’assenza di figli sia conseguenza esclusivamente di problemi di salute; le donne non sposate, invece, sono tacciate di egoismo.
Testimonianza realizzata per il progetto Archivio delle donne del Mediterraneo con il contributo di Mediterranean women’s fund – Fonds pour le femmes en Méditerranée.
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Ecco la trascrizione completa del video:
IREM: «In realtà, non ho ancora iniziato il mio libro. Non so bene quali sono le difficoltà a cui andrò incontro, sto cercando di definire la struttura partendo dalle mie esperienze personali, da quelle mie, degli amici e delle persone che ci stanno intorno, dai racconti, dalle cose viste, guardando alle esperienze delle persone più grandi di me. Ma dal momento che ancora non ho iniziato le interviste, non riesco a rispondere alla domanda.
L’argomento non è molto discusso. Devo dire che nella vita di ogni giorno, il fatto di essere donne che non hanno figli, o che non ne vogliono, rappresenta un problema perché, nella prospettiva normativizzata, ci si aspetta che noi facciamo figli e di questo in Turchia non si parla molto. Questo potrebbe portare la discussione in una dimensione pubblica. Anche se finora è discusso solo in alcuni ambienti femministi io credo che bisognerebbe aprire il dibattito ad altri ambienti.
In realtà, la cosa interessante nella mia famiglia è che ci sono donne senza figli, e all’interno della cerchia ristretta di conoscenti queste donne non hanno grandi difficoltà. Ma nella vita quotidiana, si trovano spesso in situazioni in cui la maternità è implicitamente un dovere, o in ambienti dove questo si sente così tanto attraverso piccole cose: le occhiate, gli sguardi.
Almeno così è in Turchia, probabilmente anche in Europa è così, se una donna non ha figli, se una donna sposata non ha figli, significa che certamente c’è un problema di salute. E questo giustifica l’assenza di figli. A nessuno viene in mente che si possa trattare di una libera scelta. Ma nel caso di una donna senza figli che non sia sposata il discorso cambia: è un problema, perché viene messa in discussione la tua scelta. Chi la mette in discussione? Gli altri, gli altri criticano la scelta.
È un cliché forse, ma ciò che accade quando incontri amici che hanno figli o persone più anziane, magari parenti, allora il commento che ti rivolgono è sempre: “tu pensi solo alla tua vita”! È un po’ egoista. Non è esattamente così, il senso è: “bella la vita per te! Mentre tu te la spassi, noi ci facciamo in quattro per i figli”. Di per sé sarebbe un commento che esprime anche invidia nei tuoi confronti, ma allo stesso tempo, a causa di questa scelta, non potrai sperimentare questa condizione “sacra”. Egoista magari non è il termine giusto, ma come dicevo il messaggio è piuttosto “Brava, ti godi la vita, te la spassi” ma anche “tu che non hai provato questa sensazione, non puoi capire” o anche “cosa farai quando invecchierai”…»
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