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Franca Gianoni: "Non parlavo di libertà, la praticavo"



Vita privata, affetti e libertà start 00:20:18end 00:27:42 Franca racconta di non essersi mai sposata né di aver desiderato avere figli, scegliendo una vita autonoma, impegnata nel lavoro, nella politica e nel femminismo. Vive per oltre vent'anni con Anna, mantenendo riservata la loro relazione, accettata con affetto anche dalla madre. Guardando alla propria vita, nonostante le difficoltà della vecchiaia e della solitudine, si dichiara complessivamente soddisfatta.trascrizione FRANCA GIANONI: "Non mi sono mai sposata, per esempio. Io ho avuto anche dei compagni ma non si è mai concluso nulla, mai. Più di uno ne ho avuto. Quanto all'avere figli, non se ne parla neanche lontanamente. Una donna sposata non ha figli, cioè una donna NON sposata non ha figli. Questo era evidente. Non ci ho mai pensato, diciamo pure, non ci ho mai pensato. Anche quando ho avuto qualche uomo non ho mai pensato alla possibilità di fare io dei figli. Io poi avevo molti interessi, sempre, sia politici che personali che di vita pratica, insomma. Quando sono andata a vivere a Firenze ho trovato la casa, ero in affitto. Insomma, ho fatto una vita che per una ragazza nata quando sono nata io, in una città di periferia come Pola che peraltro essendo periferia di una zona centro-europea era una periferia sicuramente più evoluta di quanto non fosse evoluta Firenze. Lo dico tranquillamente. Pensando poi soprattutto alla vita delle donne. Soprattutto alla vita delle donne, sì. Era una città, adesso non voglio mitizzare, ma insomma una piccola città quindi non ci si aspetta che ci sia chissà che evoluzione né per le donne né per i ragazzi giovani, eccetera. Ma Pola era una piccola città evoluta.
Non parlavo assolutamente mai di libertà, la praticavo. Non in tutti gli aspetti della mia vita, ma negli aspetti sociali più evidenti: ero una donna che viveva da sola, si manteneva, coltivava relazioni, rapporti, si occupava di politica, poi di politica femminista.
Insomma, la mia vita privata amorosa, passata sotto silenzio, per scelta e forse anche per timore, essendo certe scelte un po' come dire impegnative ecco, poco usuali, almeno nell'ambito piuttosto borghese in cui ho vissuto e mi muovevo.
Anna è stata la mia compagna negli ultimi vent'anni della mia vita, credo venti sì, forse qualcuno di più. Io ho saputo tenerlo molto riparato. Intorno a noi c'era un gruppo di amiche, sì. Un gruppo di amiche e tra l'altro io avevo un gruppo e l'Anna un altro. No, non era normale, però mia mamma per esempio ha perfettamente accettato l'Anna, ha subito capito che razza buona di donna fosse e le ha voluto non dico subito bene, perché l'ha vista poco, ma l'ha ospitata a casa sua insieme a me. Insomma, è stata proprio brava la mia mamma. Più ci penso più me lo dico, quando non posso più dirglielo a lei. Ma mia mamma sapeva di essere una buona madre, comunque.
Io trovavo naturale vivere come vivevo, non mi era problematico. Il problema erano i rapporti di lavoro, i rapporti affettivi, gli impegni politici: queste erano le cose importanti nella mia vita. Poi sono capitate anche le mie cuginette che venivano dall'Australia, evidentemente anche in un momento in cui io avevo il gusto di… essere altruista, generosa. Ci godevo proprio, cioè non facevo fatica, capito? Io gustavo il rapporto con la Licia, lei lo avrà gustato anche, te lo può dire, ma io ci tenevo, insomma mi piaceva. Non sentivo la trasmissione perché non pensavo alla trasmissione. Io ero contenta del rapporto che avevo con lei, perché era un rapporto affettivo libero, buono e anche efficace.
Insomma… poi io avevo… ho continuato, finché ho potuto, a occuparmi di politica, come poteva occuparsene una donna libera di un minimo di intelligenza, insomma, ecco, senza essere iscritta né a partiti né ad associazioni. Ma sai, una donna a scuola può fare molto. Io credo che più di aver detto, io ho fatto, ho mostrato. Infatti qualche anno fa, ormai diversi anni fa, saranno cinque-sei anni, mi sono trovata a passare da Bologna alla stazione e ho incontrato una mia ex studentessa, brava, era proprio brava, che faceva l'insegnante universitaria. Ci siamo viste con molto piacere, anche se per mezz'ora insomma. Non posso dire di aver fatto una brutta vita, anzi diciamo che gli anni più pesanti sono questi, perché la vecchiaia incombe, impone delle cose fisiche. Insomma soprattutto ora mi pesa di vivere da sola sì, ma forse mi peserebbe anche di più vivere in qualche compagnia, non si sa mai. Ma devo dire di essere nel complesso… nel complesso se mi dicessero: "Vuoi rivivere la tua vita"? Io direi di sì."

English
FRANCA GIANONI: "I've never been married, for example. I did have partners, but nothing ever worked out, never. I have had more than one. As for having children, that's out of the question. A married woman has no children... I mean, an unmarried woman cannot have children... That was obvious. I never thought about it, let's say, I never considered it. Even when I was with a man, I never considered the possibility of having children myself. I've always had many other interests, both on a political and personal level, as well as about practical life, let's say. When I went to live in Florence, I found a place to live, I was renting. In other words, I have lived a life that, for a girl born when I was born, in a suburban city like Pula, which, anyway, being part of a Central European region, was certainly a more evolved suburb than the evolved Florence. I'll say it without hesitation. And above all, thinking about women's lives. Especially thinking of women's lives, yes. It was a town, I don't want to romanticize things now, but in short, a small town, so you wouldn't expect much evolution, nor for women, nor young people. But Pula was a small, evolved city. I never talked about freedom at all, I was living it, not in all aspects of life. But in the most obvious social aspects: I was a woman who lived on her own, who supported herself, who cultivated relationships, connections, who dealt with politics, and then with feminist politics and so on.
My private love life... has been kept under the radar, by choice, and perhaps even fear. Being certain choices a little bit, how can I say, challenging, you know, unusual, at least within the rather middle-class circles where I lived and moved.
Anna was my partner for the last twenty years of my life, I think twenty, maybe a bit more, yes. I was able to keep it very well protected. We had a group of friends around us, groups of friends really, because I had a group and Anna had another. No, it was not considered normal, but for example, my mom accepted Anna completely. She immediately understood what a good kind of woman she was. I won't say she liked her right away - because she hadn't seen her much, but she had her over at her house with me. I mean, she was really good my mom, the more I think about it, the more I tell myself, since I can no longer tell her. Anyway, my mom knew she was a good mother. I found it natural to live as I lived, it wasn't problematic for me. The problem was work relationships, the romantic relationships, the political commitments: these were the important things in my life. Then my little cousins arrived, too, who came from Australia, apparently at a time when I was prone to... be selfless, generous. I really enjoyed it, I mean, it wasn't burdensome, you know? I enjoyed the relationship with Licia, she must have enjoyed it too, she can tell you herself,
but I really cherished it, I mean, I loved it. I didn't watch the programme because I wasn't thinking about that. I was happy with our relationship because it was a loving, free, good one... And also, effective.
You see... then I had... I kept being involved in politics as long as I could, in the way a free woman might do, In the way an intelligent woman could do, without belonging to parties or associations. But you know... a woman in school can do a lot. I think more than having said things, I have done and showed things. In fact, a few years ago, now several years ago, it might be 5-6 years, I found myself passing through Bologna station, and I met a former student of mine, a bright one, she was really good, who was a university teacher. It was really a pleasure to meet her, even if for half an hour only.
I can't say I've had a bad life, let's just say, that these are the hardest years, because old age looms, and imposes certain physical limitations. Especially now, what I find harder is to live alone.
Although, I might have found it even harder to live with someone else. You never know! I have to say that on the whole, overall if they were to ask me: "Do you want to relive your life"? I would say yes!"
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