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Il Cerchio dei Pirenei: "L'importante è seguire il proprio cammino"



Testimonianza di Charlotte start 00:07:20end 00:10:07 Charlotte, francese, vive da anni vicino a Sobrarbe e si sente felice senza figli, percependo la sua scelta come un misto di intuizione personale e vissuto familiare. Rifiuta le etichette e riscopre una forma di "maternità" creativa, sentendosi madre dei propri progetti e libera di esprimere la propria identità.trascrizione CHARLOTTE: "Mi chiamo Charlotte, sono francese, da nove anni vivo qui vicino, in un piccolo paese vicino a Sobrarbe. Io non ho figli, mi sento felice senza figli. Non ho chiaro fino a che punto è stata una decisione o no. Confido nella vita, e cerco di ascoltarla e ascoltarmi.
Fin da piccola mi sembra che ho sempre saputo che non avrei voluto figli. Quel che non sapevo è se era intuizione, paura, protezione, perché vedevo mia madre lottare per crescerci, e sono cresciuta con un po' di insicurezza. Insomma, non so fino a che punto la mia è stata una decisione. Volevo anche essere un ragazzo, quando ero piccola. Ora mi sento molto felice come donna e mi è toccato un po' di essere madre senza avere figli. È un po' il mio tema ora, perché mi piace stare con me stessa, mi sento felice senza figli. Credo di aver avuto la parte materna un po' troncata: come se o eri madre o no. E ora mi è capitato di poter essere madre e creare, tenere questo sentimento, quella forza di creare senza essere madre. È così. È come... tenere l'istinto... non l'istinto materno.... non so come dirlo... questo potere di creatività che abbiamo dentro molto atrofizzato, come se fosse solo in dotazione alle madri. E ora invece sto riprendendo questo potere creativo e tutto quello che ne comporta, di cui non so se ne sono consapevole. Sono in questa fase.
Avere un nome per definirci? A me non piace che ci diano un nome, ma Lunàdigas suona molto bene, mi piace. Ma categorizzarmi come madre o come lunàdiga, non mi va. Sono una donna e ora mi sento madre dei miei progetti. Ecco."

English:
CHARLOTTE: "My name is Charlotte, I'm French, I've been living here for nine years in a small village near Sobrarbe, not far from here.
I don't have children; I feel happy without children. I'm not sure to what extent it was a decision or not, I trust life, and I try to listen to it and listen to myself.
Since I was young, I think I have always known that I didn't want children, what I didn't know was if it was intuition, fear, protection, because I saw my mother struggling to raise us, and I grew a little insecure. I mean, I don't know to what extent it was a decision. I also wanted to be a boy, when I was little. Now I feel very happy as a woman and somehow, I've experienced what it's like to be a mother without having children. It's kind of my theme now, because I like being with myself, I feel happy without children. I think my maternal side was somewhat stunted: as if you were either a mother or not. And now it happened to me to be able to be a mother and create, experience this feeling, that strength to create without being a mother. That's true. It's like... having the instinct... not the maternal instinct.... I don't know how to put it... this creative power that lies dormant within us, as if it were only provided for mothers. And now I'm claiming back this creative power and all that goes with it, I don't know if I'm aware of it. I am going through this phase.
Having a name to define us, I don't like to be named, but Lunàdigas sounds very good, I like it. But I don't like being labelled as a mother or as a lunàdiga. I am a woman and now I feel like the mother of my projects. That's it."

Español:
CHARLOTTE: "Me llamo Charlotte, soy francesa, llevo 9 años viviendo aquí en un pueblo pequeñito de Sobrarbe, cerca de aquí. Yo no tengo muy claro... no tengo hijos, me siento feliz sin hijos. No tengo muy claro hasta qué punto fue una decisión, una no decisión. Confío mucho en la vida y procuro escucharla o escucharme.
De pequeña, me parece que siempre supe que no tendría hijos, lo que no sabía si era intuición, miedo, protección. Porque vi a mi madre luchar para criarnos y crecí con un poco de inseguridad, entonces no sé hasta qué punto fue decisión. También quería ser chico cuando era pequeña. Ahora me siento muy feliz como mujer y me tocó un poco... el ser madre sin tener hijos. Es un poco el tema mi tema de ahora, porque siendo honesta conmigo misma, me siento muy feliz, creo que no me engaño, me siento feliz sin hijos. Pero creo que tuve la parte materna cortada, como que o éramos madres o no éramos madres. Y ahora me toca o me ha tocado poder ser madre y crear. Tener ese sentimiento de esa fuerza, ese don de crear sin ser madre. ¿Entonces, eso? El notar ese poder creo que tuve el instinto... no el instinto materno, no sé cómo decirlo... Ese poder de creatividad que llevamos dentro muy atrofiado. Creía que eso solo pertenecía a las madres. Y ahora estoy retomando mi poder... creativo, y todo lo que conlleva, que aún no sé si soy consciente de todo lo que conlleva. Estoy en ello. Y lo de tener un nombre para definirnos, a mí no me... No sé, no me apetece que nos pongan un nombre. Lunàdigas suena muy bonito, me gusta el nombre. Pero el categorizarme como madres o lunádigas no me apetece. Soy una mujer. Y.…ahora me siento madre de mis proyectos. Y ya está."
soggetto infanzia scelta famiglia d'origine creatività maternità istinto materno


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