Il Cerchio dei Pirenei: "L'importante è seguire il proprio cammino"

Testimonianza di Espe start 00:02:29end 00:07:20 Espe racconta un percorso complesso: pur non desiderando la maternità, diventa madre per caso, vive la gravidanza con difficoltà ma sviluppa un buon rapporto con la figlia, ribadendo l'importanza della libertà di scelta per ogni donnatrascrizione ESPE: "Ciao! Sono Espe, sono nata a Granada, in Andalusia e attualmente vivo a Boltaña, un paese in Aragona, dove si svolge il festival a cui stiamo partecipando. Sono una lunàdiga per convinzione, ma ho una figlia. A me, fin da piccola, non piaceva la situazione in cui vedevo le donne della mia famiglia. Era una situazione fortemente oppressiva, in cui la donna lavorava in casa, si prendeva cura della gente, e non mi piaceva quel ruolo.
Nel documentario, una di voi ha detto che avrebbe voluto essere un ragazzo, io ho sempre voluto essere un ragazzo, fino a che ho scoperto che essere una ragazza era fantastico. Ecco, questo. La maternità era qualcosa per me di assolutamente lontano. Non ho mai avuto la necessità di sentire qualcosa nel mio ventre, né di dare vita, né di sentire quel tipo di amore. Sì, forse curiosità per quel che poteva essere quel tipo di amore materno e filiale, ma non era un amore che mi attirasse. Oggigiorno, la maggior parte delle donne sente la necessità di conoscere tutti i tipi di amore, ma io non ho mai avuto questa necessità. All'interno delle relazioni con alcuni partner, con la persona con cui vivo, il padre di mia figlia, la prima cosa che ho detto andando a convivere, fu che avevo molto chiaro per me che non avrei avuto figli o figlie. "Tu vuoi questo o no"? "Se non lo vuoi possiamo continuare, o andremo avanti fino a un certo punto, ma devi aver chiaro che io non li voglio".
Ad un certo punto arrivò una nipote di cui mi innamorai profondamente. E una notte pensai: "non sarebbe un problema avere un figlio". Restai incinta quella notte stessa. Evidentemente non sono stata capace di riflettere bene. È successo e decisi di portare avanti la gravidanza di mia figlia.
Innanzitutto la gravidanza per me è stata un supplizio. Nelle sessioni di preparazione al parto fui poco compresa, perché tutte erano molto felici di avere qualcosa di vivo dentro, e per me erano solo crampi che mi provocavano nausea. Era un rifiuto continuo del mio corpo, fino a... Cioè, più che un rifiuto, io non mi sentivo bene, era quello che sentivo, non mi sentivo bene quando ero incinta, la mattina vomitavo, mi sentivo stanca e pesante. E pensavo sempre che avevo amiche che ammiravo e credevo profondamente in quello che mi dicevano, che si sentivano bene quando erano incinte, non pensavo che fosse falso. Sono sicura che avere un essere dentro di te può essere super bello e che ti fa sentire bene, ma non nel mio caso. Poi la relazione con mia figlia... fantastica, certo con i suoi problemi, d'altronde essere madre è facile e difficile, ma molto più facile di come lo immaginavo. Mi facevo sempre tanti i problemi su come educare qualcuno, come poterle trasmettere... è tutto molto più naturale, molto più facile. Questa è la mia testimonianza, ossia che per me ogni donna ha la capacità di scegliere ciò che vuole e deve seguire ciò che desidera. Se vuole avere figli, può essere madre, se non lo desidera, allora non deve esserlo. Se non può averli, bisogna adattarsi alla vita che abbiamo. Per favore, cerchiamo di studiarci meglio, per capire da dove vengono i figli, o chi manipola per averli. Maternità surrogata o bimbi importati o comprati: non si può essere madre ad ogni costo."
English:
ESPE: "Hi, I'm Espe, I was born in Granada, Andalusia and I currently live in Boltaña a country in Aragon, where the Espiello festival takes place.
I'm a lunàdiga out of conviction, but I have a daughter. For me, since I was a child, I didn't like seeing the situation the women in my family where in. It was a very oppressive situation, where women worked at home, took care of everybody, and I didn't like that role. In the documentary, one of you said she wanted to be a boy, I always wanted to be a boy, until I discovered that being a girl was awesome. That's it. Motherhood was a long way off. I never had the need to feel something in my belly, nor to give life, or feeling that kind of love. Yes, maybe I was curious about what that kind of maternal and filial love could be, but it wasn't a love that attracted me. Nowadays, most women feel the need to experience all kinds of love, but I've never felt that need. Within the relationships with my partners, with the person I live with, the father of my daughter, the first thing I said when we went to live together, was that it was very clear to myself that I wouldn't want to have children. Do you want this or not? If you don't want to, we can continue, or we can move forward up to a point but it must be clear I don't want them. At one point, a niece arrived and I fell deeply in love with her, and one night I thought... it wouldn't be a problem having a child, and I got pregnant that same night... Obviously, I was not able to think straight. It happened... and I decided to carry on my daughter's pregnancy.
First of all, pregnancy was an ordeal for me. In childbirth preparation sessions... I was poorly understood, because they were all very happy to have something alive inside, and for me they were only cramps that made me nauseous... it was a continual rejection of my body, until... Well, more than a rejection, I wasn't feeling well, that's what I felt, I didn't feel good when I was pregnant, I threw up in the morning, feeling tired and heavy. And I always thought I had friends I admired and who I believed deeply in what they told me, who felt good when they were pregnant, I didn't think it was fake. I'm sure having a being inside of you can be super nice and can make you feel good, but not for me. Then, the relationship with my daughter... fantastic, certainly with its problems, on the other hand, being a mother it's easy and difficult, but much easier than I imagined. I used to worry so much about how to bring somebody up, how to transmit them... it's all much more natural, much easier. This is my testimony, which is that... for myself... every woman has the ability to choose what she wants and you have to follow what you want. If she wants to have children, she can be a mother, if you don't want to, then it doesn't have to be. If you can't have them.... we have to adapt to the life we have. But please, let's study ourselves better, to understand where the kids are coming from, or who manipulates to get them. Surrogacy, or children imported or purchased: you can't be a mother at all costs."
Español:
ESPE: "Soy Espe, soy nacida en Granada, Andalucía, y vivo actualmente en Boltaña, Aragón, un pueblo de Aragón, donde se celebra este festival de Espiello. Y bueno, yo soy una lunàdiga de convicción, pero tengo una hija. Entonces yo desde pequeñísima por situación familiar y presiones, la situación en la que veía a las mujeres en mi familia no me gustaba. Era una situación altamente opresiva, donde la mujer trabajaba dentro de la casa, cuidaba a la gente y no me gustaba ese papel.
Siempre había en el documental una de vosotras que decía que quería ser un chico. Yo siempre quise ser un chico hasta que descubrir que ser una tía era fantástico. Y entonces... pues eso. La maternidad era algo absolutamente lejano. Nunca he tenido la necesidad de sentir algo dentro de mi vientre, ni de dar vida, ni de sentir la clase de amor. Sí, curiosidad por lo que podía sentir, por lo que podía ser ese amor filial o ese amor maternal. Pero no era un amor que me llamara, que yo creo que en gran parte, hoy en día, la mayoría de las mujeres lo que sienten es la necesidad de conocer todos los tipos de amores que hay. Y a mí no tenía esa necesidad, no la he tenido nunca. Es más cuando después de alguna pareja o distinto tipo de relaciones, con la persona con la que convivo y es el padre de mi hija, decidimos irnos a vivir juntos, lo primero que le dije, fue: "Bueno, yo tengo clarísimo que no voy a tener un hijo o una hija. ¿Te tú quieres eso o no lo quieres? Si no lo quieres, nos seguimos o vamos a avanzar hasta determinado momento, pero que lo tengas claro que yo no.
Bueno, luego apareció una sobrina, me enamoré profundamente de ella y en una noche dije que no me importaría tener un hijo, y me quedé embarazada esa noche, es decir, no tuve capacidad de reflexión. Fue algo que surgió, y quise seguir adelante con mi hija.
Siempre he tenido claro, bueno, primero el embarazo para mí fue un suplicio. Mi espacio de... mi clase de preparación al parto fui poco entendida, porque todo el mundo era súper feliz de tener algo vivo y yo solo consideraba que era un retortijón que me provocaba náusea, y que me provocaba, o sea... era un rechazo continuo de mi cuerpo hacia... No, o sea, no rechazo, es que no me sentía bien. Ni siquiera era rechazo, ahora aquí lo pienso, es que yo no me sentía bien estando embarazada, yo vomitaba por la mañana, me sentía cansada y pesada. Y siempre he pensado que porque tengo amigas y gente a la que admiro, y creo profundamente lo que me dice, que se sentían cómodas estando embarazadas, y no pienso que es una lavada de olla. Continuamente de que la idea de tener un ser dentro de ti es algo súper bonito y que te hace sentir bien, para mí, no. Y luego, pues la relación con mi hija fantástica, o sea muy bien con sus problemas, ser madre, es fácil y difícil. Es mucho más fácil de lo que yo pensaba siempre. Yo siempre me ponía problemas. ¿Como voy a educar a alguien, cómo puedo transmitirle? Es mucho más natural, es mucho más fácil. Y nada, ese es mi testimonio, o sea que, para mí, cada mujer tiene la capacidad de elegir lo que quiere, y debe tirar por ello. O sea, si quieres tener hijos, pues de madre, si no quieres tener hijos, no seas madre. Si no puede, pues, o sea, hay que adaptarse al mundo en el que estamos. Y por favor... Bueno, vamos a intentar estudiarnos un poquito, para ver de dónde salen los hijos, o a quién manipulas para tener un hijo. A ver esos vientres subrogados, o esos niños traídos o comprados. No hay... no se puede tampoco ser madre de cualquier forma."soggetto infanzia scelta figli disagio gravidanza maternità