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Mario S: "Eravamo dieci figli..."
Mario s Annotu
Sassari 2024 nov. 21 Archivio Vivo Lunàdigas - Annotu MPEG colour sonoro



Le ragioni della scelta e la famiglia d'origine start 00:00:00end 00:03:07 Mario racconta come la sua numerosa famiglia d'origine abbia influito indirettamente sulla sua esperienza di padre: quinto di dieci fratelli, Mario ha sentito il bisogno di sposarsi presto e uscire di casa. Alla nascita inaspettata del terzogenito, Mario ha avuto il timore di ripetere l'esperienza del padre e di far vivere mancanze e sofferenze ai suoi figli.trascrizione MARIO: "No, non ho avuto nessuna pressione. Mi sono sposato giovanissimo, avevo venticinque anni e mia moglie ventuno perché provengo da una famiglia molto numerosa. Pensate che sono il quinto di dieci figli. Quindi non è che stavo così bene. Allora ho deciso con mia moglie di sposarci giovani, nel 1967, tempi diversi da oggi.
E ho avuto subito figli, dopo un anno, perché mi piacevano molto i bambini, ho sempre avuto un bel rapporto con i bambini, e allora abbiamo deciso di avere un figlio. È nata una bella femmina. Ero molto contento, perché mio padre mi diceva sempre: "In casa di galantuomini, prima le donne e dopo gli uomini". Quindi ero molto contento.
Dopo tre anni, è nato il maschio, e quindi ero sistemato: io e mia moglie non volevamo più figli. Invece, dopo sette anni, mia moglie è rimasta incinta. Ecco, in quel momento, mi sono veramente sentito un po' condizionato, ho pensato alla famiglia di mio padre. Noi eravamo dieci figli…
Dieci figli, pensa che io sono nato nella prima metà del novecento, quindi ti puoi immaginare. Mio padre era un semplice operaio, e doveva campare dieci figli, perché dopo di me ce ne sono stati altri cinque.
Quando mia moglie è rimasta incinta del terzo, in quel momento mi sono sentito condizionato un po'. Perché ho pensato, avevo trentacinque anni, "non è che faccio la fine di babbo? Con dieci figli?". Da quel momento, effettivamente, mi son sentito condizionato dai figli, perché pensavo sempre a quando ero piccolo, a quanto avevo sofferto, e non volevo che i miei figli soffrissero così, perché ai miei tempi si faceva colazione con pane e fichi o pane e fichi secchi. Però non volevo che i miei figli, eravamo negli anni settanta, non volevo che soffrissero così. Poi, per fortuna, è andato tutto bene e mi sono fermato a tre figli. Non ho avuto nessun problema."

English:
MARIO: "No, I didn't feel any pressure. I got married very young, I was 25 and my wife was 21. I come from a very large family. I was the fifth of ten children! So, it was not so easy.
I decided with my wife to marry young, in 1967, those times were different from today. And I had children right away, after a year, because I really liked kids, I've always had a good relationship with children, so we decided to have a child. A beautiful girl was born. I was very happy, because my father always told me: "In the house of gentlemen, first women and then men". So, I was very happy.
After three years, the boy was born, and so I was settled: my wife and I didn't want any other children. Instead, after seven years, my wife got pregnant. In that moment, I really felt a little bit conditioned by the thought of my father's family. We were ten children… ten kids. I was born in the first half of the twentieth century, so you can imagine. My father was a simple worker, and had to feed ten children, because after me there were five more.
When my wife got pregnant with the third one, at that moment I felt concern. Because I thought, I was 35, "Will I end up as my father? With ten children?". From that moment on, actually, I felt concerned for the children, as I always thought when I was little, about what I had suffered, and I didn't want my kids to suffer like that. Because in my day, breakfast was made with bread and figs or dried figs. But I didn't want that for my children, we were in the seventies, I didn't want them to suffer like this. This thought conditioned me. Then, fortunately, everything went well and I stopped at three kids. The burden of the father of the family, but I didn't have any problems."

Sassarese:
MARIO: "No, no aggiu avuddu nisciuna pressione. Eu mi soggu cuiubaddu giovanissimo, abìa ventizincu anni, me muglieri ventunu.
Acchì provengo da una famiglia un bè numerosa. Pinsaddi chi eu soggu lu quintu di dezzi figliori. Quindi no è chi isthazzìa un bè be. Allora ho deciso cu me muglieri di cuiubazzi così giovani, nel '67, tempi dibessi da abà.
E ho avuto subito dei figli, dopo un anno, parchì mi biazziani un bè li bambini, io ho avuto sempri un beddu rapporto cu li pizzinni, e allora avemmu dezisu di abè un figlioru. È nata una bella femmina. Eu era un bè cuntentu, perché babbu mi dizzia sempri: "in casa di galantommini, primma li femmini e dabboi l'ommini". Quindi era un bè cuntentu.
Dabboi di tre anni è naddu lu masciu, e quindi eu era sisthemaddu: eu e me muglieri no vurìani più figliori. Invece, dabboi di sett'anni me muglieri è rimastha gravidda. Ecco, in chisthu mamentu, soggu rimasthu veramente un poggu, cussì, aggiu pinsaddu, cundiziunaddu, parchì aggiu pinsaddu a la famiria di babbu. Noi erami dezzi figliori…
Dezzi figliori, eu pensa chi soggu naddu i la primma midai di lu novecentu, quindi ti poi immagginà. Quindi babbu era un normale operaio,e quindi pa campà dezzi figliori, parchì dabboi chi soggu naddu eu vi ni so isthaddi althri zincu.
Dunque candu me muglieri è rimastha gravidda di lu terzu figlioru, lì soggu isthaddu veramente cundiziunaddu un poggu. Acchì aggiu pinsaddu, abìa appena trentazincu anni, "no è chi fozzu la fini di babbu?' D'abè dezzi figliori?". Da ghissu mamentu, effettivamente, soggu isthaddu un bè cundiziunaddu da li figliori, parchì pinsava sempri a candu era pizzinnu, a cantu aggiu sufferthu eu, e no vurìa che me figliori suffriani cussì.
Acchì a li tempi mei, si fazzia colazione lu manzanu a pani e figga o pani e cariga. Parò no vurìa che me figliori, erami negli anni sessanta settanta, chi suffriani cussì. E soggu isthaddu un bè cundiziunaddu… dabboi pa furthuna è andaddu un poggu tuttu bè e mi soggu fimmaddu a tre figliori. Mi soggu fimmaddu. Chiddu era un cundiziunamentu pa la famiria, parò no aggiu avuddu nessun problema."
soggetto coppia sofferenza povertà scelta figli famiglia d'origine famiglia


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