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Anaís e Tatiana: "La maternità sarà voluta o non sarà"



Famiglia d'origine e pressione familiare start 00:02:42end 00:11:15 Anaís e Tatiana raccontano di quanto la famiglia abbia influito nella loro formazione e, in particolare, nello sviluppo di un pensiero critico relativamente alle scelte di maternità. Da un lato, Tatiana, ammette di aver subito le pressioni del padre rispetto alla possibilità di diventare madre da giovane, rifiutando, tuttavia, di uniformarsi ad un modello familiare che non le apparteneva; dall'altro, Anaís ha sentito su di sé il dovere di crescere professionalmente, come l'unico modo legittimamente valido per posticipare le domande su un'eventuale maternità.trascrizione ANAÍS: "Sto raggiungendo l'età in cui mia madre mi ha avuta. È un po' strano, perché c'è come una pressione in famiglia. Non so se è per la questione dei figli, però forse sì, tua madre ti ha avuto a questa età. Quindi, non so, forse si aspettano che la storia si ripeta, quindi, cosa state aspettando? Ebbene, ciò che succedeva prima era che le donne che volevano studiare, alla famiglia non facevano figli, e quelle che non studiavano, ne avevano. Nella mia famiglia c'è una forte tradizione di donne che sono professioniste che non hanno avuto figli perché volevano avere una carriera. Ho una prozia che è genetista, un'altra prozia che è in politica, è stata infatti la prima congressista donna dell'Ecuador, ma decise di non avere figli, e ha compiuto, una settimana fa, 101 anni. -
TATIANA: "È carishina."
ANAÍS: È carishina. Siamo carishinas. C'è questa idea di dover fare qualcosa di grande a livello professionale, e se non hai successo professionalmente dovresti almeno essere madre. E quelle che decidevano di diventare madri, come mia nonna, che non ha studiato oltre il liceo, allora è come se ci fosse lo stigma. Penso che esista ancora, perché ho una zia che ha deciso non avere figli, che mi ha detto: mi piacerebbe essere oggi a Cuenca a dare la mia testimonianza. Quindi ho queste due zie, una zia che ha deciso di non avere figli, e un'altra zia che non poteva avere figli. E naturalmente, per me era super ovvio che se non poteva avere figli, poteva adottare, ma lei no, quello che desiderava era che la sua genetica passasse di generazione in generazione. E non ha voluto adottare, quindi ora è... Ora le fa male, e molto, parlarne. Mentre l'altra zia, che aveva deciso di non avere figli, è sempre convinta della sua posizione di non volere figli. Tuttavia, credo che le due sono viste come le poverette, discriminate perché non hanno svolto il loro ruolo. Che cosa orribile! Penso che all'interno del contesto ecuadoriano è obbligatorio avere figli, perché è penalizzato l'aborto come scelta libera. Si può fare in pochi casi, ma se non c'è questa opzione, allora è una maternità obbligatoria e penso che personalmente non mi interessa essere costretta. Quindi se l'aborto verrà depenalizzato allora potrei pensare di avere figli... Ma finché non sarà così, non lo farò."
TATIANA: "A me in famiglia è successo. Con mio padre avevo un ottimo rapporto, ma quando mi sono sviluppata la preoccupazione di mio padre era che rimanessi incinta. È stato così fino ai diciotto anni, vivendo con i miei, perché era come avere un solo momento nella mia vita, ma la mia vita sociale non era solo riprodurmi. Allora è stato molto difficile relazionarmi con mio padre, perché tutto il tempo ero tormentata che sarei rimasta incinta molto giovane. Chiaramente, a diciotto anni mi sono detta "non posso più sopporto questo", ma quando ho smesso di vivere con i miei volevo essere una giovane madre, perché avevo questa folle idea che era fantastico avere una piccola differenza generazionale con i figli, era fantastico e anche cool: "lo faccio subito, e poi avrò una seconda giovinezza e tutto andrà bene". Ma pensare realmente che volevo essere madre, non è mai successo. Infatti, con il mio ultimo partner, quando avevo circa trent'anni, e mi ha detto: "Facciamo un figlio?" E' stato tipo: "nooo! Non voglio avere un figlio e men che mai con un hacker che non lava i panni, non fa i piatti, non mangia, non cucina. Non possiamo di certo avere un figlio così."
ANAÍS: "E perché pensi che tuo padre fosse così terrorizzato?"
TATIANA: "Perché... ho due cugine che sono diventate madri molto giovani. Non so, forse credeva che avrei seguito un po' il loro esempio, anche se non ha molto senso dato che non erano cugine molto vicine. E perché mio padre diceva che ero carina e questo lo preoccupava. Per questo ho studiato filosofia, perché così ero "brutta". "Brutta!" Non sarò mai più così brutta."
ANAÍS: "Sento una grande pressione per il fatto di non fare figli, perché credo che già i miei nonni e tutti gli altri pensano già "questa è l'abortista, non avrà figli. È una femminista della peggior specie". E penso che ci sia pressione per il fatto che devi studiare. Studia, studia, studia, studia. Come dicevo prime per le mie prozie, sento già una pressione reale per me ora che mi avvicino a trent'anni. Quindi... dico a tutti che non metterò al mondo nessun essere umano su questo pianeta, nel contesto attuale. Perché farlo? Per farli morire in mezzo a situazioni terribili in natura, senza risorse. Sarò fatalista, ma penso che sia reale. Siamo già alla fine del mondo."
TATIANA: "In famiglia hanno smesso di farmi pressione quando mi sono lasciata. Cioè, quando avevo un partner erano più insistenti. "Sei già in coppia, dovresti già avere un figlio". E io dicevo no... E ora che non ho un partner, non mi dicono più niente. Penso che sia per questo che vivo qui, non mi sento più così sotto pressione, però quello che mi dicono ora è: "dato che non avrai una famiglia, dovresti essere più vicino a tua madre". "No... ciao". Ma dato che sono la strana della famiglia, ci sono alcune zie che non me lo chiedono più, ma ce ne sono due, le più autoritarie, loro sì mi chiedono dei figli. E per cosa avere dei figli? Per stressarmi di più per non avere lavoro? Per essere sottomessa al sistema? Non desidero avere la vita che avete voi. Voglio poter fare quello che mi piace. Perché ciò che i miei non hanno potuto fare lo facciano i miei figli? No."
ANAÍS: "Io penso che questo sia super egoista. E' come dire: "dato che non sono diventato dottore, allora dovresti esserlo tu". Il figlio non è un'estensione, non è un appendice del tuo corpo. È un'altra persona e ha la libertà di seguire ciò che vuole fare, ma è molto difficile da capire. E credo che qui, in questa società, nella società latina, è super radicato questo concetto dell'appartenenza, dell'ereditare. Non lo so... come è raro per le donne a diciotto anni andare via di casa per fare la propria vita, perché è come... Inoltre, i lavori di cura spettano a te perché sei una donna. Quindi se a una donna succede di avere figli, è quello che la natura ha voluto per te. E questo è molto forte."
TATIANA: "Inoltre nella mia famiglia è come se le donne, - nella mia grande famiglia allargata, nel paese dove vive la mia famiglia- , è come se le donne che non avevano figli non erano sposate e si prendevano cura degli altri. Si prendevano cura dei disabili, degli anziani... Le donne non sposate, che non avevano figli, dovevano prendersi cura degli altri. E poi, quando morivano gli anziani, o i malati di cui si prendevano cura rimanevano sole, perché nessuno stava con loro. Non era come adesso che ci sono un sacco di ragazze che non hanno figli e che... non siamo sole. Sì, non siamo sole!"

Español :
ANAÍS: Yo estoy llegando a la edad en la cual mi madre me tuvo a mi. Es un poco extraño, porque hay como una presión en la familia. No se si porque no tenga hijos, pero sí, porque es como tu madre te tuvo a esa edad
Entonces, no sé,están esperando que repita la historia o sea, que están esperando? Y bueno, realmente lo que pasaba antes era que las mujeres que decidían estudiar, no tenían hijos, y las que no estudiaban, tenían hijos Entonces en mi familia hay comouna tradición super fuerte, de muhjeres que son profesionales que no tuvieron hijos porque querían ser profesionales. Entonces tengo una tía-abuela que es genetista, otra tía-avuela que es política, fue de hechola primera congresista mujer de Ecuador, pero decidió no tener hijos, y cumplió, hace una semana, 101 años."
TATIANA: "Es carishina"
ANAÍS: "Es carishina. Somos carischinas. Pero hay como esta idea de hacer algo grande profesionalmente, y si no eres exitosa profesionalmente por lo menos deberías ser madre. Y las otras, que decidieron ser madres, como mi abuela, que no estudió, más allá de la secundaria, entonces es como si hubiera el estigma. Creo que sigue existiendo, porque tengo una tía que decidióno tener hijos, que me dijo: me encantaría estar de hecho en Cuencadándome testimonio. Tengo como estas dos tías, una tía que decidió no tener hijos, y otra tía que no pudo tener hijos. Y claro, para mi era super obvio que si ella no podía tener hijos, podía adoptar, pero ella no, lo que queria era que su genética se pasede generación en generación. Y no quiso adoptar, entonces ahora es... Ahora le duele, y mucho, hablar de eso. Mientras que mi otra tía, que decidí no tener hijos, es como super clarade siempre posicionarse desde ese lugar de "yo no quiero hijos". Sin embargo, creo que las dosestán vistas como las pobrecitas, como las discriminadas, que no cumplieron con su rol. Que horrible!
Bueno, creo que dentro del contexto ecuatoriano igual es obligatorio tener hijos, porque está penalizado el abortar por una decisión propia, no. Se puede en pocas causales, pero si no existe esa opción, entonces es una maternidad obligatoria y creo que personalmentea mi no me interesa ser algo que me obliguen. Entonces si se despenaliza el abortotal vez pensaré a tener hijos...quizás! Pero mientras no, no lo voy a hacer.""
TATIANA: "A mi familia me ha pasado que cuando con mi papá tenía una muy buena relación pero cuando me desarrollé la preocupación de mi padreera que me quedara embarazada. Y allí hasta los 18 que viví con mis padres, porque ya era así como haberun momento en mi vida, o sea que mi vida socialno era solamente reproducirme. Entonces era muy difícilla relación con mi padre, porque todo el tiempo estaba atormentado que yo me iba a embarazar muy joven. Claro, a los 18 estaba diciendomás yo no soporto esto pero cuando dejé de vivir con mis papasquería ser madre joven, porque tenía esa loca ideade que era fantástico tener como una diferencia generacionalcortita con los hijos y que era fantásticomás bien es chévere, no? Como soy rápida, y despuésotra segunda juventud y todo bien, pero pensar de que queria ser madre, eso nunca pasó. Y ya después,o sea como mi ultima pareja, fue como que yo tenía 30 años, y me dice: " y porque no tenemos un hijo?" Y fue como: nooo! No quiero tener un hijo eso no, o sea, no pues menos con un hacker que no lava la ropa, no lava la loza no come, no cocina, no podamos tener un hijo, así no."
ANAÍS: "Y porque crees que tu padre tenía cómo ese trauma?"
TATIANA: "Porque.... a ver, tengo dos primasque fueron madres jóvenes no sé, es un poco el creíaque yo iba a seguir un poco su ejemplo, que nada a que ver, no eran cómo primas muy cercanas. Y porque mi papá decíaque yo era bonita y que le preocuparaque a parte bonita fuera bruta, por eso estudié filosofía,porque fue como bruta. Brutta! Nunca más voy a ser así brutta."
ANAÍS: "Yo siento que si hayuna presión sobre mi, de que si no tengo hijos, porque creo que ya mis abuelosy todo el mundo se hacen la idea esta es la abortista no va tener hijos. Es feminista ademas peor. Y creo que hay la presiónque tu tienes que estudiar. Estudia, estudia, estudia, estudia. Como que, esto que antesyo decía de mis tías-abuelas, siento que ya es una presión real para mi cada vez que me acerco a los 30 años, además. Y bueno... Y yo lo digo a todos que no voy a traera ningún ser humano en este planeta, en el contexto que tenemos. Para que? Para que se muera en unas situaciones terriblescon respecto a la naturaleza, que no haya recursos. Pueden decirme fatalista, pero creo que es real. Ya estamos en el final."
TATIANA: "En la familia dejaron de presionar cuando terminé con mi ex novio. O sea, como cuando tenía pareja era más como.. bueno, ta, ta...Ya estás en pareja,ya deberías tener un hijo, yo era así como.. no, no...Y ahora que no tengo pareja,ya no me dicen nada. Creo que por eso vivo acá y estoy más frescay no tengo esa presión. Pero, claro, lo que me dicen es ya que no vas a tener familia, deberías estar más cerca de tu mamá No... Ciao. Pero también,como soy la rara de la familia, hay tías que ya ni me preguntan, pero hay dos que sí, las más oligarcas. Y eso si como, para que no va tener hijos ? Para que tenga más estréspor no tener trabajo, para que sea más sumisa al sistema, no? Para que decidatener la vida que ustedes tienen? Para que no puedahacer lo que me gusta? Lo que no pudieron hacer mis padres, eso que lo hagan mis hijos? No."
ANAÍS: "Yo pienso super egoísta justo eso, no? Que el intento es decir: "como yo no logro ser doctor, tu deberías ser doctor". No es una extensión,no es un anexo a tu cuerpo. Es otra persona y tiene la libertad de seguir lo que quiere hacer, pero es muy difícil de entenderlo. Y creo que aquí, en esta sociedad, cómo latina, cómo te iba a decir,es super arraigado esto de la pertenencia, del heredar. No se, cómo que es raro en las mujeres sobre todo que decidieron a los 18 años, irse de la casa, y hacer su vida, porque es cómo... Además los labores del cuidado tienen que ser tuyos, porque eres mujer. Entonces si le pasa que tiene hijos, ya de paso es cómola naturaleza lo que te tocó. Y eso es muy fuerte."
TATIANA: "Además en mi familiaes cómo si las mujeres, bueno en mi familia grande, no? Cómo en el pueblo,donde es mi familia, las mujeres que no tenían hijos era porque se quedaban solteraspara cuidar al resto, no? Para cuidar al discapacitado de la familia, a los mayores...Las solteras, que no tenían hijos, era porque tenían que cuidar a el otro. Y luego, cuando se mueren los adultos, loe mayores, o los enfermos, lo que sea, es cómo que quedan solas, porque nadie las acompaña. Finalmente, lo que es chévere ahora es que hay un montón de chicasque no tienen hijos y que no estamos solas. Sí, no estamos solas!"

English:
ANAÍS: "I'm reaching the age when my mother had me. It's a little weird, because you can feel a sort of pressure in the family. It can be about having children, because your mother had you at this age. I don't know. Are they waiting for me to repeat history? I mean, what are they waiting for? And well, in the past, women who decided to study did not have children, and those who did not study, had children. So in my family, there's a very strong tradition women who had careers had no children, because they wanted a professional life. I have a great-aunt who was a geneticist, another one who was in politics, she was in fact Ecuador's first congresswoman, but decided not to have children, and turned 101 a week ago."
TATIANA: "She's careschina."
ANAÍS: "She's careschina. We're careschina. There's this idea you have to accomplish something great professionally, and if you're not successful professionally at least you should be a mother. And the others, who decided to be mothers, like my grandmother, who didn't study beyond high school, then it's like there's the stigma. I think it still exists, because I have an aunt who decided not having children, who told me: "I would have loved to be in Cuenca to tell my story." I have like these two aunts, one who decided not to have children, and another aunt who couldn't. And of course, for me it was very obvious that if she couldn't have children, she could adopt, but she didn't, she wanted her genetics to pass down from generation to generation. She didn't want to adopt, and finds it very painful now to talk about it. While my other aunt, who decided not to have children, she is very firm on her position of not wanting children. However, I believe that the two are seen as the poor little ones, discriminated against, because they didn't fulfill their role. How horrible!
Well, I think within the Ecuadorian context it's as if having children is mandatory, because it is illegal to choose to have an abortion It can be done in a few cases, but if it doesn't fall within this option, then it's a compulsory motherhood. Personally I'm not interested in being forced to do something. Maybe if abortion will be legalized then I might think about having children. As long as it isn't, I'm not going to."
TATIANA: "What happened in my family is that I had a very good relationship with my dad but when I started having my period my father's concern was that I would get pregnant. And then until I turned 18 living with my parents, because it was like having my own life, my social life wasn't just about reproducing myself. So it was very difficult the relationship with my father, because all the time he was tormented that I was going to get pregnant very young. Sure, at 18 I couldn't stand this, but when I left my parents' place I wanted to be a young mother, because I had that crazy idea that it was fantastic having a short generational gap with your children and that it was rather cool, wasn't it? Do everything soon and then enjoy a second youth and all that, but thinking seriously about being a mother, that never happened. And then later, with my last partner, I was about 30, he said to me, "why don't we have a child?" and it was like: nooo!I don't want to have a child,even less with a hacker who doesn't do the laundry, who doesn't wash the dishes, nor does he cook. We can't have a child like that."
ANAÍS: "Why do you think your father was so terrified?"
TATIANA: "Because.... let's see, two of my cousins got pregnant very young. I don't know, maybe he thought I was going to follow their example, although they weren't very close cousins. And because my dad used to say I was pretty and that he was worried that this would make me bad. That's why I studied philosophy, because I was ugly. Ugly! I'm never going to be that ugly again."
ANAÍS: "I feel a pressure on me, about not having kids, because maybe my grandparents and everyone else think "she is pro-abortion, she is not going to have children." She is a feminist of the worst kind. And also there's a great pressure that you have to study. Study, study, study, study. Like, this thing I was saying about my great-aunts, I feel like it's a real pressure for me now that I approach the age of 30. And well... I say to everyone that I'm not going to bring any human being on this planet, in the context that we are living in. What for? To die in a terrible situation with respect to nature, that there are no resources. You can call me a fatalist, but I think it's real. We're already at the end."
TATIANA: "In the family, they stopped pushing when I broke up with my ex-boyfriend. I mean, when I had a partner it was always questions. Since you are a couple, you should have a child by now, I was like this... no, no... Now that I don't have a partner, they don't tell me anything. I think that's why I live here, I don't have that pressure. Of course, they tell me that since I'm not going to have a family, I should be closer to my mom. No… Bye. Also, as I'm the weird one in the family, there are aunts who don't ask me anymore, but there are two, the eldest ones, who still do. Why don't I want children? I don't want to be even more stressed out for not having a job. I don't want to be subdued by the system. I don't want to have the life that you have. I want to do what I like. What my parents couldn't do, my children have to do? Well, no."
ANAÍS: "I think that's very selfish, you know? The intent is to say: "As I did not manage to be a doctor, you should be a doctor." It's not an extension, is not an annex to your body. They are separate individuals and should be free to do what they like, but it's very hard to understand. I think here in the Latin society, this thing about belonging and inheritance is deeply rooted. I don't know, how it's rare in women especially deciding at the age of 18, to leave the parents' home and start their own life, because it's like... In addition, the tasks of care are on you, because you're a woman.So if you happen to have children, this should come natural to you. And that's very strong."
TATIANA: "In my family, it's like if women, in my extended family, as in the village where my family is, many women with no children they stayed single to take care of the others. To care for a disabled relative, for the elders...Single women, who had no children, they had to take care of the others. Then when the elderly, or the sick ones died, they were left alone, because no one stayed with them. Luckily, the good thing now is that many girls don't have children and we are not alone. Yes, we are not alone!"
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