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Giusy Calia: "Lo sguardo dell'altro può uccidere"
Nuoro 2022 giu. 26 Archivio Vivo Lunàdigas MPEG colour sonoro



Le ragioni della scelta e la famiglia d'origine start 00:02:02end 00:04:44 Giusy non avverte l'istinto materno nonostante abbia un ruolo creativo nella sua vita e viva un rapporto educativo ed emotivo con i suoi studenti. Accenna anche alla sua relazione con i genitori: dalle pressioni del padre alla cura totalizzante per la madre.trascrizione GIUSY CALIA: "Ecco, io mi sono sempre chiesta se avessi il desiderio di avere figli, cioè in che modo mi confrontassi con il desiderio di avere figli e non l'ho sentito come istinto naturale; non mi sono sentita, forse perché mi sono presa cura di altri. Ci sono anche figli genitoriali e io credo di essere stata una figlia genitoriale. Ho sentito molto mia mamma mia figlia in certi anni soprattutto, parte topici della nostra vita, in cui io mi sono presa cura di lei in maniera diciamo totale e come se avessi una bambina. E credo che quando un figlio assume questo ruolo sia difficile poi avere figli propri perché in qualche modo li abbiamo avuti, ed è stato uno stravolgimento anche questo della realtà e della quotidianità.
E poi nel tempo comunque ho avuto questo istinto, all'inizio con alcune persone, con i miei studenti, con uno in particolare, mi sono sentita sua madre. E' stato un transfert importante perché è la prima volta che ho sentito la maternità. E' stato molto forte... boom, ed è stato bello perché in realtà ho sentito che ho potuto trasmettere in questo rapporto dialogico, questo io-tu bellissimo: di comunione, di nutrimento... tutto il mio affetto, tutta la mia, diciamo, possibilità di nutrimento... è stato bellissimo.
Credo che sia complesso come discorso, un discorso estremamente complesso.
Ho sentito anche la pressione di mio padre nel chiedermi ogni tanto: "beh, un nipote? beh, un nipote, un bel nipote?" e nel suo migrare verso i suoi nipoti, che potevano partorire. Quindi ho visto anche questo, il sentire quest'ombra che cadeva su di me e poi mio padre che si affidava a questo essere nonno "fittizio" dei suoi nipoti.
È stato strano perché in qualche modo ti fa sentire come in deficit, cioè ti toglie... però se tu rimani fedele a te stesso, a quella che è la tua natura non puoi sentirti così snaturato da te, no? Ma senti che la società ti vede come qualcosa che è mancante di."
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