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“Invidio la vostra libertà!”

“Invidio La Vostra Libertà!”

Grazie a Piera Dattena che ci ha scritto dopo aver visto il film Lunàdigas.

Buongiorno a voi splendide autrici di Lunàdigas!
Il vostro film mi è piaciuto moltissimo, un modo leggero nella presentazione ma profondo nei contenuti.
Ieri al cinema Odissea sono intervenuta dichiarando che invidio la vostra libertà e che avendo due figli ormai indipendenti, sono contenta di potermi definire anch’io “Lunàdigas”.
Forse il mio intervento non è stato capito perciò vorrei chiarirlo meglio.
I figli che ho avuto li ho voluti e desiderati come naturale conseguenza del fatto che ero innamorata del loro padre. La differenza tra le Lunàdigas e le donne che hanno figli sta proprio nel fatto che le prime riflettono su un impegno che giustamente ritengono gravoso o del quale non si sentono all’altezza. Ecco io, e come me tante, tutte queste riflessioni non le ho fatte quindi mi sono scontrata con una realtà che per me è stata molto faticosa e dalla quale ho cercato di sfuggire tutte le volte che ho potuto. Ora mi sento molto sollevata dal fatto che i miei figli siano autonomi (con tutte le ansie che continuano ad assalirmi quando non stanno bene, per questo non sarò mai Lunàdigas) e non ho per niente il desiderio di diventare nonna.
Penso che il vostro futuro approfondimento possa andare proprio nella direzione di quanto le donne siano realmente consapevoli della maternità e di tutto quello che comporta. Inoltre credo che tutte le madri dovrebbero avere la fortuna di imbattersi in Lunàdigas che le aiutino ad assolvere il compito lungo e gravoso di cui si sono fatte carico e condividere con loro le gioie della maternità .
Grazie,
Piera Dattena
P.S.: Anch’io ritagliavo i vestitini di carta ma non ho mai avuto una Barbie e non ho mai giocato con nessun tipo di bambola

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