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“Da bambina quando giocavo, non ho mai fatto la mamma”

“Da Bambina Quando Giocavo, Non Ho Mai Fatto La Mamma”

La testimonianza di Anna, 29 anni:

Sono la fondatrice del gruppo Childfree Ufficiale Italiano e di quello sulla sterilizzazione volontaria su Facebook.
Ho 29 anni e sono della provincia di Caserta. Ho sempre saputo fin da quando ero piccola di non volere figli, ho sempre rifiutato il ruolo di madre anche nei giochi e i bambini non mi piacevano nemmeno quando ero bambina io, spesso preferivo passare il mio tempo con gli animali.
Arrivata alla maggiore età, ho cominciato seriamente a pensare alla sterilizzazione, e ci ho meditato su per anni, prendendo informazioni su tutti i contatti di chi la facesse, non avendo però il coraggio di sottopormi all’operazione perché le operazioni mi spaventano.
Un paio di anni fa sono incappata in un individuo che si faceva definire psiconeuroimmunologo che esercitava a Salerno. Sono andata lì per altri motivi, ma lui, appena mi inquadrò, mi tenne in terapia psicologica (tra l’altro non richiesta) per 5 mesi, effettuando tecniche di manipolazione e ipnoterapia per farmi desiderare un figlio, perché secondo lui io ero una donna e non era normale tutto quello che volevo e pensavo.

Per lui ero sbagliata e dovevo guarire, per lui le mie soluzioni non erano altro che problemi aggiuntivi. Mi ha sgridata, maltrattata, ricattata approfittando del transfert che si creava tra la paziente e il terapeuta. Ha cercato di farmi prendere antidepressivi e neurolettici che ho sempre rifiutato. A fine terapia, visto che non ero cambiata, ma al contrario erano sopraggiunte altre cose, forzandomi, tra cui gli attacchi di panico e la fobia sociale (che prima non avevo), cercò con un registratore di farmi delle domande e di fare in modo che io rispondessi in maniera non idonea per potermi fare un TSO, perché per lui ero pazza.

Sono praticamente scappata dalle sue mani con l’aiuto dei miei genitori e dei miei amici, ma mi ritrovavo in uno stato confusionale non indifferente: avevo attacchi di panico, ansia, paura, incubi, non riuscivo a dormire più la notte perché sognavo lui e tutte le cose che aveva immesso nel mio cervello. Dissi ai miei che se lo scopo di una donna era fare un figlio, per me era inutile vivere e che allora volevo morire. Mia madre mi portò da uno psichiatra per aiutarmi a dormire. Mi disse che avevo un disturbo ossessivo compulsivo, mi diede degli antidepressivi e un regolatore del sonno, ma dopo 15 giorni tornai da lui e gli esposi il mio desiderio di essere sterilizzata. Apriti cielo! “Ti fai una lesione!” mi disse. “Non troverai mai più un uomo che ti vorrà, e poi non troverai mai nessun medico disposto a farlo, è illegale!” continuò e alla mia risposta che sapevo già chi faceva questo intervento e che si trattava di un’operazione che non era illegale, dal momento che c’era una legge che tutelava chi voleva usufruirne attraverso il SSN, cominciò a blaterare che forse io mi sentivo un uomo e avevo più ormoni maschili.
Lì non ci vidi più. Mi alzai ed urlai: “Io non mi sento un uomo, io sono una donna e sono sicura che non voglio figli oggi e non ne vorrò mai, per questo voglio essere sterilizzata!”.

A quel punto non mi rispose più, disse di volermi aiutare e mi prescrisse un neurolettico senza segnare alcuna diagnosi. A casa rifiutai di prenderlo, nonostante le pressioni di mia madre che a quel punto non sapeva più né cosa pensare e né come aiutarmi. Ma poiché insisteva, la feci telefonare allo psichiatra per chiedere spiegazioni sulla prescrizione di quel farmaco e cosa sarebbe successo, se lo avessi preso.
La risposta fu che ne sarei diventata dipendente fino a scocciarmi, e solo una volta terminata la terapia avremmo visto cosa sarebbe successo.
Ovviamente non presi nulla e successivamente, grazie a mia sorella, conobbi una brava dottoressa che mi ha aiutato e mi sta ancora aiutando tantissimo.
Dopo pochi mesi presi sicurezza e decisi di farmi sterilizzare.
Io ancora non ci credo che sono viva dopo quell’esperienza bruttissima, ed è una vergogna che una persona debba subire tutto ciò ed essere trattata come una malata soltanto perché si conosce talmente bene da essere sicura di ciò che vuole e di ciò che non vuole, soltanto perché sta bene così com’è. Mi è sembrato di essere ai tempi della caccia alle streghe….è sconcertante!
Ho sempre cercato partners childfree, e ho sempre messo in chiaro prima di cominciare una relazione di non voler MAI figli, ma non sono sempre stata presa sul serio ed è spesso stato motivo di rottura delle mie storie…anche questo è il motivo per il quale mi sono operata, e attualmente ho un compagno childfree con cui sto benissimo!
Spero che la mia testimonianza possa aiutare chi è come me a non dar retta nemmeno a chi possiede una laurea in caso di dissensi su un qualcosa di così personale, che fa parte di noi. Spero di aiutare altre persone a sentirsi bene con sé stesse, a non pensare di essere sbagliate e a volersi bene per ciò che esse stesse sono, perché quello che conta nella vita è solo e soltanto il nostro benessere e quello di nessun altro!

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Alessandra

Ciao Anna, sono Alessandra, una studentessa di Sociologia alla Federico II. Sto scrivendo una tesi sulla non maternità come scelta sociale, su come questa scelta il più delle volte sia un destino imposto dalla società alla donna e non una scelta libera. La tua storia mi ha colpito molto, mi dispiace davvero tu abbia dovuto passare questo inferno in una società che vanta di aver raggiunto la modernità. Se ti andrebbe e qualora non fosse un problema, poichè sono della provincia di Caserta, mi piacerebbe intervistarti. Ti ringrazio per aver condiviso la tua storia, fonte di ulteriori riflessioni per me.

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