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“Non mi sento di fare un figlio nel mondo in cui viviamo”

Le studentesse e gli studenti dell’università Luiss di Roma Maria Vittoria Cabras, Vittoria Vardanega, Carlo Maria Ferrero e Riccardo Matarazzi, si confrontano sulla scelta di mettere al mondo un bambino.

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Ecco la trascrizione completa del video:

Maria Vittoria: «E riguardo al fatto di non avere figli, quindi di essere una Lunàdigas, cosa ne pensi?».

Vittoria:  «Sono d’accordo con la scelta delle Lunàdigas, sono d’accordo con la loro scelta di non avere figli. Lo sai che io stessa sono abbastanza, non dico contraria, però non sono sicura di volere… ».

Riccardo: «Ciao ragazzi! Di che cosa parlate?».

Vittoria: «Avere o non avere figli!».

Riccardo: «Ah! Casco a pennello!».

Maria Vittoria: «Perché caschi a pennello?».

Riccardo: «Sono totalmente contrario all’avere figli, ho maturato questa decisione!».

Tutti: «Ehh!».

Carlo: «Totalmente? Neanche… ?».

Vittoria: «Come mai?».

Riccardo: «Le motivazioni sono tantissime. Quella principale è che in una situazione del genere non mi sento di prendermi la responsabilità di mettere alla luce un figlio con le prospettive di un futuro molto incerto. Ho visto situazioni in cui forse non era il caso di avere figli. E’ stata una scelta che magari era dettata dall’ egoismo del tipo “Devo avere per forza un figlio”. Vedo tutto questo adesso legato più ad una  logica di possesso».

Vittoria: «A volte è il contrario, si accusano le donne o comunque anche gli uomini che non hanno figli di egoismo perché magari si vogliono concentrare sulla loro carriera… Tu  invece la vedi dalla parte opposta?».

Riccardo: «Io la vedo totalmente dal lato opposto».

Vittoria: «Su questo sono d’accordo!».

Riccardo: «Ci sono situazioni in cui per forza il voler avere un figlio, se non si hanno delle condizioni economiche adeguate è un grandissimo errore. E’ per questo che ora, non sapendo quale sarà il mio futuro, mi sento di dire che non vorrei avere figli».

Carlo: «Ma considera che è un progetto a lungo termine, un sacco di gente che magari oggi tu dici forse avrebbero dovuto di non avere figli – e tu non lo puoi sapere se l’idea iniziale era la stessa- perché inizialmente una persona può pensare di avere prospettive di carriera, etc… , per le quali dice “Adesso metto su famiglia”. Per quanto mi riguarda sono contrario alle famiglie troppo anziane, nel senso che ad una certa età non ha più senso avere dei figli. Lo dico io che provengo da una famiglia nella quale i miei genitori hanno un grande divario di età e lo sento tantissimo ora, perché alla mia età, sono davvero anziani. Ancora non sono indipendente e sono loro che ancora mi sostengono, nonostante facciano fatica ad andare avanti perché sono grandi. I figli secondo me andrebbero fatti in giovane età».

Vittoria: «Il momento nel quale è proprio più difficile farli è in giovane età!».

Maria Vittoria: «Come te anche io sono figlia di due genitori attempati, nel senso che mi hanno avuta alla soglia dei 40 anni. Non sono due genitori giovanissimi e freschissimi, quindi riscontro anch’io questa incapacità di stare dietro al figlio fisicamente, e non tanto a livello mentale che anzi forse è più un regalo rispetto alle famiglie giovani grazie all’esperienza, il background che possono darti dei genitori più grandi. Ma dal punto di vista fisico vedo che c’è più fatica da parte di un genitore grande di età a stare dietro ad un bambino molto piccolo. Quindi anch’io non sono molto favorevole ad avere un figlio troppo in là. Anche se è vero che oggi le cose sono cambiate: l’aspettativa di vita si è allungata, la medicina è andata avanti, per cui credo che sia possibile avere un figlio anche a 40 anni oggi perché è diverso rispetto al passato, rispetto a 20 anni fa».

Vittoria: «Anche perché noi parliamo oggi, avendo più o meno 22 o 23 anni. Parliamo di quelli che oggi hanno 40 anni, ma non sappiamo come cambieranno le cose ad esempio tra 20 anni… ».

L’ISTINTO MATERNO E L’ISTINTO PATERNO. I RAGAZZI NE PARLANO:

Vittoria: «Sfatiamo prima di tutto questa idea che per forza l’istinto di essere genitore debba essere più forte per le donne che per gli uomini».

Carlo:« Non lo so, dimmelo tu… ».

Vittoria: «Secondo me non è tanto una questione di essere uomo o donna, non è tanto una questione biologica, quanto proprio si tratti di una costruzione sociale perché, sin da piccole, ci è stato detto che dovremmo avere dei figli, essere mamme».

Maria Vittoria: «… giocare a mamme e figlie… ».

Vittoria:« Esatto, stiamo lì con la bambola, etc… , invece secondo me no, non è così. Credo che questa sia una delle cose che dobbiamo cambiare perché se continuiamo a vedere le donne solo come possibili madri, etc… , non ci scolleremo mai dalla discriminazione che c’è nei nostri confronti ora per arrivare a una maggiore emancipazione».

Carlo: « Quindi tutta quella sensazione trascendentale del legame madre-figlia, nove mesi di gravidanza,… i calcetti nella pancia… ».

Vittoria: «Ora a 22 anni non sento proprio l’istinto materno. Mi dicono sempre che sono pazza quando dico questa cosa, e ora lo penserete anche voi, ma l’idea di avere qualcosa che cresce dentro di me, ora come ora, non è che mi renderebbe felice ed emozionata…  ».

Maria Vittoria: «Io sono anche d’ accordo nel dare voce anche a tutti coloro che non vogliono avere figli per il semplice fatto che si tende a disincentivare tutte quelle voglie di diventare mamma per motivi che non sono quelli appunto del volerlo in sé per sé, del desiderarlo veramente, ma solo perché, come dicevamo prima, si tratta di voler chiudere il cerchio. Perché arrivata ad una certa età, vuoi avere un figlio, così stai in pace con la mamma che sta lì e che ti dice: “Allora non ti sposi? Quando arrivano i nipotini?”. Quindi dare voce alle persone che non vogliono avere figli è anche un buon motivo per far sì che tante altre persone si sentano meno imprigionate dentro questa logica e di conseguenza anche noi non ci ritroviamo con milioni di mamme con bambini “stupidi”, lo dico tra virgolette, perché si capisce che non c’è dietro una figura convinta e ferma su questa decisione».

Vittoria: « E’ vero!».

Maria Vittoria: «Perché casomai non mi ritengo in grado di educare un’altra persona, perché voglio dare la priorità ad altre cose, perché voglio creare progetti e non creare figli. Allora è un altro tipo di scelta consapevole… ».

Riccardo: «Quindi preferisco l’egoismo al negativo ecco. Non voglio avere figli perché non mi va».

Vittoria: «L’egoismo al negativo non danneggia nessuno, mentre invece l’egoismo al positivo ricade comunque su una persona che, come diceva Riccardo, ha dei sentimenti, ha una vita, ha delle esigenze etc… .Quindi c’è un abisso tra le due cose».

Maria Vittoria: «Di fondo sono d’accordo con voi, però poi considerando il fatto che sono la prima che dice che in un futuro se vedo che la situazione non promette bene, non vorrei far ricadere le mie sofferenze, i miei problemi sulla vita di un bambino, su di mio figlio. Penso anche che se già in partenza dico “Oddio ci sono due milioni di problemi” oppure mi domando “Come si affronterà questa cosa? Come si affronterà quest’altra?”. Penso che ad ogni minimo problema lui ne soffrirà, a quel punto veramente non farai un figlio, come poi non farai tantissime cose. E’ un discorso che può essere generalizzato, anche se il figlio sia una cosa importantissima, quindi di rilevanza maggiore rispetto ad altro, però ecco se poi penso a tutti i problemi nei quali potrei incorrere ed ai quali magari non penso in questo momento, ovvio che anche io direi “Aspetta, no forse il figlio non lo faccio».

Vittoria: «Secondo me non è una questione di farsi frenare da questi problemi, perché chi fa una scelta consapevole di avere un figlio non è che ignori queste cose. Le sa e decide che appunto la sua gioia nell’avere un figlio e proprio questa decisione possano far superare le difficoltà. Non è una questione di non sapere che ci saranno, ma è proprio di avere la voglia e anche la gioia nel cercare di superarle. Invece per chi sceglie di non avere figli, secondo me, le varie problematiche di crescerli sono solamente delle ragioni in più che si vanno ad aggiungere già alla base della scelta che è negativa. Quindi secondo me le preoccupazioni proprio pratiche della responsabilità del fare le cose sono più marginali. Non credo che sia quello che blocchi.

Maria Vittoria: «Non credo sia questo!».

Vittoria: «Almeno per quanto mi riguarda, no, non è quella la ragione per la quale si decide di non fare figli perché se uno li volesse veramente sono sicura che sia possibile incastrare tutto in qualche modo».

Maria Vittoria: «Esatto, è quello che penso anch’io».

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