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Il Cerchio delle donne di Latina



La testimonianza di Paola start 00:42:10end 00:45:39 Paola, docente di italiano e nel carcere femminile di Latina, racconta dell'importanza del confronto che vive quotidianamente con le donne, uno scambio reciproco alla scoperta di se stesse.trascrizione PAOLA: "Io vi ringrazio tanto per questa occasione di stasera che è bellissima. Ho partecipato agli altri incontri di "Lunàdigas" e non pensavo che fosse così bello. A tutti dicevo: "no, il due febbraio ho da fare" [ridono "Ma che devi fare?" - "Eh, ho da fare". Non sono uscita ieri sera perché poi lavoro la sera. Le mie amiche si sono arrabbiate. "No, devo uscire domani sera" ho detto. Aspettavo questa serata. Ho quarantaquattro anni e vivo con una gatta di nome diù. Sono campana di origini. Sono arrivata qui nel 2006. Sono stata sposata. Non ho avuto figli. Adesso vivo con la mia gatta. Sono una docente di italiano per gli stranieri. Inoltre insegno nella sezione carceraria qui nel carcere di Latina, tra l'altro la sezione femminile. Sono state delle esperienze che sono arrivate nella mia vita in un momento particolare di trasformazione. E sono state bellissime. Pensavo di andare a insegnare e una delle prime classi che mi è stata data era di mattina, tutte donne. Ma donne favolose, che mi hanno trasmesso tantissimo, di una forza grandiosa. E per me non è andare a lavorare: afghane, indiane, rumene, curde… è un'occasione di crescita e un'esperienza di vita bellissima per me, che si arricchisce quest'anno con l'esperienza con… loro si fanno chiamare "le donne di via Aspromonte". Sono le donne della sezione carceraria femminile di Latina. E anche lì ho scoperto la forza di donne straordinarie. Ci sono andata con paura e in punta di piedi perché avevo paura anche di ferire. Non volevo essere né aggressiva né… insomma, perché loro si sentono discriminate. Loro sono in carcere. E quindi la situazione è sempre chiedermi come sto lavorando, come stanno andando le cose, però anche lì si è creata una comunità. Io mi dimentico di essere nel carcere e sono con delle donne che mi stanno dando tantissimo. C'è uno scambio immenso. E la cosa che ho notato è che forse per la prima volta nella loro vita riescono ad essere anche donne perché fanno parte di famiglie molto strette dove forse venivano proprio annullate, dovevano essere mamme, mogli, zie, in nuclei familiari con una visione molto sulla cura della casa, dei figli e degli interessi che c'erano. E quindi per la prima volta anche loro, ed io con loro, riscopriamo la nostra identità, le nostre passioni. Lì stanno scoprendo se stesse e anch'io con loro. Vi ringrazio anche di quest'altra occasione che mi date per conoscermi e per crescere con voi. Grazie."]]>soggetto gatto identità


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