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Luca: "Non interpreto la genitorialità come un dovere della specie"



Creare una famiglia start 00:00:00end 00:02:28 Luca riflette su quanto, differentemente dal passato, la costruzione di una famiglia, e dunque il diventare genitori, non rappresenti più un dovere della specie o una condizione per acquisire credibilità collettiva.trascrizione LUCA: "Il tema è quello che dico sempre, ovvero da quando il matrimonio, dunque la famiglia, ha smesso di essere una forma di emancipazione sociale, una necessità per acquisire una credibilità collettiva, dunque sociale, vedo il matrimonio,la costruzione di una famiglia come il perfezionarsi di un desiderio
che in questo senso può venire anche traslato in avanti nel tempo, dunque nella propria vita. Tanto più nel caso del genitore maschile, in quanto può aggirare il vincolo - diciamo - biologico, che impone una tempistica stretta, rispetto a quanto avveniva in un passato anche recente, penso a meno di trenta, quarant'anni fa, in cui la costruzione di una famiglia era un passo necessario ai fini di una credibilità. Quindi, declinandolo sul personale, non la vedo come una necessità attuale o impellente né come un tassello da acquisire necessariamente in quella che potrà verosimilmente essere la mia esperienza, quanto più un un'eventualità nella quale sarà possibile incorrere in base
a tanti altri fattori e non un qualcosa da ricercare volutamente.
Non credo che il mio sia un pensiero egoista, in quanto non interpreto la genitorialità come un dovere della specie quanto più come una proprietà che si acquisisce nel momento in cui avviene a tutti gli effetti la nascita. Come tale credo sia una caratteristica malleabile, dunque qualcosa da assumere laddove ci sia la volontà innanzitutto, e poi possibilità che non vertano unicamente su un settore economico quindi sostanziale, ma che siano anche pregne di disponibilità, forse di un desiderio di condivisione che non vedo come attuale, ma che non sento di escludere in valore assoluto."

English:
LUCA: The theme is always the same. Since marriage and family stopped being a form of social emancipation, a need to acquire a collective, social credibility, I see marriage and building a family as the fulfilling of a desire that as such can be moved forward in time. So in your life, all the more so in the case of the male parent, as it can bypass the constraint, let's say biological which imposes a tight timeline.
Compared to what was happening in a fairly recent past, I think less than thirty, forty years ago, where the building of a family was a necessary step for the purpose of credibility. Now, personally, I don't see it as a current or urgent need, nor as a piece to be acquired at all costs in what it will likely be my experience.
It is more likely a possibility one may decide to have depending on many factors and not something to be searched frantically. I don't think mine is a selfish thought, because I don't think of parenting as a duty of the species, but more like something which is acquired at the time when the birth actually takes place.
As such, I believe it is a flexible feature, something to take on when it is freely chosen, and when you have the possibilities, not only material and economic but also open to new perspectives, desiring to share that it's not my thing now, but I don't rule it out as an absolute value."
soggetto riproduzione giudizio sociale egoismo famiglia


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