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Elba Teresa: "Con un figlio non avrei avuto la forza e la libertà di generarmi"



La casa start 00:33:11end 00:37:36 Elba Teresa descrive la sua casa come "pericolosa" in quanto non creata a misura di bambino. Nella sua visione di vita dove la certezza è la morte e la vita è bisogno di continuo rinnovamento e rischio, la casa di proprietà è un'esperienza finale di responsabilizzazione.trascrizione ELBA TERESA: "Bueno, la mia casa è una casa libera. Libera nel senso che posso avere tutte le cose che voglio anche quelle che si possono rompere, che non devo curare, non devo fare una casa funzionale a quello che non va toccato o rotto. La mia casa è una casa, a me piace molto perché ho trattato di farla accogliente, creativa. È una casa dove io non ho figli e però per fortuna non ho perso la capacità del gioco, di poter giocare, di poter mantenere questo spazio. No, perché mi dicono: "Ah...però avere un figlio ti dà la gioia" Sì, però non è che io … anzi credo che la cosa più importante in un bambino è la curiosità, l'intelligenza la saggezza. Ma tutto questo viene azzerato dopo. Allora la mia casa è una casa viva, sì una casa che non si difende assolutamente dei pericoli che possano offrire per un bambino, quindi una cosa pericolosa. Sì, siamo gente pericolosa. Sì, il terrorismo, chi spariva? La gente che pensava, gli artisti, quello che era il sindacato, quello che alfabetizzava, la gente pensante, la gente che portava aria, che portava idee, che andava a mettere in questione tutto un pacchetto di idee fasulle, di menzogne millenarie, di stupidità continue e costanti. Dove nessuno ha fatto la sua funzione perché i militari, se la funzione era proteggere al popolo, l'hanno distrutto, i preti se la funzione era salvare i fedeli li ha venduti: quindi di che stiamo parlando? Noi siamo pericolose? Siamo in mano agli assassini? Continuamente, oggi, continuamente assassini? Sì, per quello io insisto con questo discorso: un figlio in questo mondo? No.
È che io non posso vivere nelle certezze, perché per me la certezza è la morte. Allora, io ho bisogno sempre di rinnovarmi, di inventare, di sorpresa, di enigma, di vita, cioè a me la morte, la morte è certa, ma la vita con delle certezze mi annoia perché quando ho provato a vivere in situazioni comode… perché tanti mi dicono: "Però tu fai una vita sacrificata". Va bene, però io mi ricordo quando ho potuto fare una vita comoda: io non ci sto, mi annoio da morire, non posso stare in una vita comoda. Mi piace darmi delle comodità in certi momenti, però una vita comoda a me annoia. Io ho bisogno di muovermi, di rischiare, di provare, di faticare, di impegnarmi, di faticare, di riuscire a… sennò la vita comoda a me mi annoia da morire.
Certamente che l'ozio, posso stare tranquillamente a oziare, però quello è diverso. Guarda me la sono messa … sì perché io…. che ho fatto io? Sempre ho studiato, viaggiato, non avevo nulla, quando, a un certo momento, tutti qua mi contestavano: "Ma tu non hai nulla, non hai una casa, non hai …". Avevo sì, una casa in affitto, basta. No allora ho detto facciamo l'esperienza di avere una casa, per quello mi sono comprata una casa qui nella piazza del Montevarchi. Mi sono comprata questa casa però per me comprarmi la casa, avere la casa, non era una questione di possesso, era un altro figlio da curare. Però mi ha responsabilizzato di tante cose, cose che essendo io affittuaria, no, è un'altra realtà. Prendersi cura della propria casa, pagare certe cose, il mutuo e tutto, che dire sono in affitto se oggi o domani me ne vado me ne vado …
Quindi, questa esperienza della casa, va bene che ha tante, dopo ho scoperto, tanti altri significati per me."
soggetto responsabilità bambini casa


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