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Lea Melandri: "Il femminismo è stato un atto straordinario di nascita"



Argomento taciuto start 00:55:21end 00:58:04 Lea Melandri racconta della rubrica della sua rivista "Lapis. Percorsi della riflessione femminile" che raccoglieva racconti di maternità, occasione per le donne della redazione di interrogarsi del perché non avevano figli: in quell'occasione capirono che la questione del non avere figli era ancora un terreno minato.trascrizione LEA MELANDRI: "No. Dunque intanto io credo - a mia memoria, di quello che ricordo - non mi pare… di ricerche, studi, interrogativi su questo non ne ho visti finché, appunto, non ho incontrato Paola Leonardi. Ecco, no… sbaglio. Io ho diretto per dieci anni la rivista "Lapis. Percorsi della riflessione femminile": una delle rubriche si chiamava "racconti di nascita". In realtà erano racconti di gravidanza e di parto. E abbiamo interpellato molte donne, perché raccontassero della loro maternità, maternità proprio, anche come gravidanza e parto. E lì non è stato difficile, anche lì con qualche... all'inizio, non così... non era un tema... Perché anche sul parto poi cala un'ombra, cala un momento… insomma è come se il dolore del parto non venisse raccontato, almeno dalle donne della mia generazione veniva poco raccontato. Era più la felicità, poi, del figlio. Le ragazze più giovani - ho notato invece in molti incontri che ho avuto sulle scritture di esperienza - le ragazze giovani invece descrivono con una durezza estrema proprio la fase, la dolorosità fisica del parto, la lacerazione fisica. Alcune poi sulla questione dell'epidurale hanno scritto, hanno fatto anche dei siti, hanno scritto… Quindi diciamo che se c'è un cambiamento generazionale è che c'è meno retorica e una percezione, una narrazione molto più puntuale, anche dell'aspetto fisico del parto. Dicevo c'era questa rubrica "racconti di nascita", racconti del corpo e a un certo punto noi della redazione, quasi tutte allora erano senza figli, poi qualcuna a quaranta l'ha fatto il figlio, però eravamo senza figli. E dovremmo anche dire perché noi non li abbiamo fatti. È stata una discussione allucinante, cioè venivano fuori delle fantasie, fantasie… anche mostruosità, di qualcosa di perverso… cioè c'era nel fondo, evidentemente, dietro al non aver fatto figli, evidentemente c'era qualcosa di anomalo che veniva visto, delle anomalie. C'era qualcosa di torbido, di oscuro, nella fisicità, legato al corpo, legato all'immaginario dei genitori. Quindi abbiamo capito che era un terreno minato in quel momento, che era difficile da portare allo scoperto, perché era carico di fantasmi. Quindi abbiamo rinunciato."soggetto maternità tabù dolore felicità parto gravidanza scrittura persone citate Leonardi, Paola (sociologa) [persona citata]


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