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Michael: "La mia omosessualità rappresentava una condizione scontata del non avere figli"
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Cagliari 2017 nov. 27 Archivio Vivo Lunàdigas MPEG colour sonoro



Le ragioni di chi vuole figli start 00:01:56end 00:09:16 Michael riflette sui vari motivi che possono spingere le persone ad avere figli e sul ruolo che dovrebbero avere i genitori nell'educazione della prole. Rapportandolo alla sua esperienza professionale e di coppia, riflette sul significato di eredità e di legame personale.trascrizione MICHAEL: "Da dove cominciare? Io comincerei pensando ai possibili motivi e alle ragioni che avrebbero potuto spingermi a voler avere dei figli, all'epoca, o anche nella vita.
Il primo motivo potrebbe essere per esempio di voler continuare, di dare in eredità, di far continuare il cognome, o dare un patrimonio a qualcuno. Nel mio caso non c'entrava questo, non avevo tanto patrimonio: io ho dei fratelli, mia sorella ha dei figli, anche mio fratello.
Un altro motivo può essere anche - non voglio sembrare strano, però magari narcisista: che io voglio creare un'altra copia di me e praticamente così duro nell'eternità. In inglese si dice legacy, sarebbe una specie di lascito, lascito astratto di te che continua nel tempo; non mi sembrava, all'epoca ero troppo giovane per pensare una cosa simile.
Cos'altro potrebbe essere un motivo? Un altro motivo potrebbe essere di creare legame forte con una persona, diciamo una specie di amore senza condizioni, un senso di sicurezza, sapere che il legame prescinde, trascende tutti gli altri legami affettivi che magari si incontrano nella vita; quello mi sarebbe molto piaciuto sicuramente, quello mi sarebbe molto piaciuto però non sarebbe motivo abbastanza per volere perché comporta un sacco di responsabilità che non è proprio il mio forte, la responsabilità spesso non è il mio forte.
Un altro motivo potrebbe essere - cioè non proprio motivo, faceva parte del mio pensiero un po' precedente all'accettarmi diciamo: avevo avuto rapporti con ragazze - ho anche avuto un rapporto stabile con una ragazza, e siccome i miei genitori erano molto giovani quando mia madre rimase incinta di me, c'era sempre questa ansia, diciamo così, in famiglia di stare molto molto attenti. E quindi diciamo poteva succedermi una specie di incidente, come a mia mamma e così via, quindi se in quella finestra di tempo dove io avevo rapporti con ragazze ci fosse stato… io stavo molto attento, diciamo così; non volevo diventare papà anche quando potevo diventarlo, diciamo.
L'ultimo secondo me è connesso con il rapporto effettivo verso, per esempio, il mio partner: io sto con il mio partner da ventuno anni, insieme; lui è sardo, siamo insieme da ventuno anni e magari, siccome per la maggior parte della gente che sento il figlio spesso completa la coppia, non sempre, però è qualcosa che magari ci avrebbe dato qualche marcia in più. Poteva essere una specie di investimento futuro per noi, nel senso che adesso che io sto per compiere cinquant'anni e il rapporto va col tempo, spesso vedo nelle coppie, avendo dei figli, dà una boccata di aria fresca nel rapporto che col tempo va scemando diciamo così, che va coltivato. E poi è una cosa da condividere con la persona che ami.
Essere padre, secondo me, o genitore in generale - non voglio escludere anche le lunàdighe - essere padre significa per me tipo di avere un sacco di sfaccettature verso i figli: nel senso che devi avere certi ruoli, devi essere autoritario, devi sgridare qualche volta, ma non è la prima cosa; devi amare, sicuramente; devi ascoltare, devi dare consigli, devi essere anche giocherellone qualche volta; devi insegnare, devi educare, quello è molto importante; devi fungere da esempio, devi essere quello che impartisce anche tante conoscenze che verranno percepite o no però questo, io ritengo che il ruolo del papà o del genitore è quello. Io come ho conciliato tutta questa cosa, non sapendo se veramente avrei voluto figli o no? La domanda mi è rimasta ancora qui, questa domanda per me è molto fresca ancora.
Io faccio l'insegnante, insegno nelle scuole dell'infanzia sino alle superiori e anche oltre, anche adulti e secondo me questo ruolo paterno forse l'ho sublimato: non so, mi sono calato nel ruolo di genitore, cercando… non lo so, perché non sono i miei surrogati, non sono mai surrogati, sono consapevole di questo. Però io ho tutti questi ruoli con tutte le persone che incontro durante la mia professione, sia adulti sia bambini, e ne ho avuti un sacco, contatti con un sacco di persone - non vorrei esagerare però se non migliaia in vent'anni di carriera, di professione, forse addirittura decine di migliaia di persone - senza esagerare, però facevo dei conti stamattina, i conti sono arrivati più o meno così.
Ecco, se c'è il fatto di lasciare qualcosa, un'eredità o un lascito personale, credo di averlo già lasciato. Secondo me è questo… ecco la domanda avere figli o non avere figli, ne ho in un certo senso e non mi pesa."

MICHAEL: "Where shall I start?
I would start by thinking about the possible reasons behind that, that could have prompted me to have children
at the time or even later in life.
The first reason could be, for example, to leave an inheritance, to ensure continuity of my surname or leave a patrimony to someone.
In my situation, it was not about that, I didn't have much of a patrimony, and both my brother and sister have children.
Another reason could also be... although it may sound weird or rather narcissistic.
that I want to create another version of me so basically I can last forever.
A kind of... in English we use the word legacy, and it would be a sort of heritage, an abstract heritage that continues over time.
It wasn't really... I was so young at the time to have this kind of thoughts.
What could another reason be?
It could be to create a strong bond with a person, a kind of unconditional love, a sense of security.
A kind of bond that transcends any other emotional bonds you encounter in your life, I would have loved that, but it would not be a strong enough reason to want it, because it involves a great responsibility, which is really not my thing.
Often, responsibility is not really my thing.
Another reason could be, I mean not really a reason basically, it was part of my thought before accepting myself.
Having relationships with girls in the past, I also had a steady relationship with one girl, and since my parents were very young when my mother got pregnant with me, let's just say, there was always this anxiety in my family, to be very, very careful.
Therefore, a sort of incident could have happened, as it happened to my mother.
So, let's say, if in that period of time when I had relationships with girls if there was... I was very careful, let's put it this way.
I didn't want to become a father, even when I could have.
For me, the last one is related to the actual relationship with my partner.
We have been together for 21 years, he is Sardinian and we have been together for 21 years, and maybe, as I hear most people say, not always, but often, a couple feels more fulfilled with a child, it is something that might would have added something to ours.
It could have been a sort of future investment for us, in the sense that now I'm about to turn fifty and the relationship is developing over time, often I see couples for whom children are a breath of fresh air in the relationship, which over time is waning, let's say, and it needs to be cultivated.
And then for me it's something to share with the person you love.
In my opinion, being a father or a parent in general - I don't want to exclude the lunàdigas - for me, being a father means having a lot of facets towards the children, you must have certain roles.
You have to be authoritative, you must scold sometimes, although not always, you must love, for sure; you have to listen, you have to give advice, you have to be playful sometimes.
You have to teach, you have to educate, that's very important; you must set an example.
You have to be the one who imparts a lot of knowledge whether they'll be perceived or not. I think this is the role of a father or a parent.
How did I combine all this, not knowing whether I really wanted children or not? This question is unanswered, this question is still fresh in my mind.
I am a teacher, I teach in kindergartens up to high school and beyond, also adults.
In my opinion, this paternal role, I might have sublimated it, I identified in the role of parent, trying to... not like my surrogates, they are never surrogates, I am aware of that. But I have all these roles with all the people I meet throughout my profession, both adults and children, and I've had a lot of them, a lot of contacts with a lot of people. I don't want to exaggerate but not thousands in 20 years of profession, maybe even tens of thousands of people, without being excessive, but I was checking this morning, and my calculations more or less came to this.
Well, if we talk about leaving something, an inheritance for example, a personal legacy, I think I have already left something."
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