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Il cerchio delle rugbiste: "E se scopri che è troppo tardi?"



Adozione start 00:04:30end 00:13:53 Giorgia racconta di aver sempre desiderato figli, indipendentemente dalla stabilità economica, e di essersi aperta alla possibilità di adottare o prendere in affido dei bambini prima di rimanere incinta della figlia; Chiara ribatte la sua posizione di non desiderare figli e prende come riferimento una coppia di amici dei genitori. Il gruppo si confronta sulla pratica dell'adozione e sulle difficoltà economiche, materiali e relazionali che comporta. Alessia racconta l'esperienza di adozione vissuta da una zia. Tutte concordano sulla libertà di scelta che riguarda la maternità.trascrizione GIORGIA: "Però vedi, vedi che viene chiamata sfiga?"
BEATRICE: "Sì, però poi è una gioia!"
ALESSIA: "In quello, quando ti capita, quando ti capita…"
CHIARA: "È perché magari tu sei cresciuta con l'idea comunque di voler avere dei figli."
GIORGIA: "Certo."
CHIARA: "Io, per esempio, se in questo momento mi capitasse, abortirei, perché cioè... io in questo momento, cioè, con me stessa non voglio... cioè voglio fare, cioè, in questo periodo la mia vita. Poi se magari fra cinque anni, non lo so, cambio idea allora posso averlo. Almeno sono sempre…"
BEATRICE: "E se poi scopri che è troppo tardi e non puoi più averlo?"
CHIARA: "Ci sono altri modi."
GIORGIA: "Tipo?"
CHIARA: "C'è l'adozione... oppure..."
GIORGIA: "Sì, però non è che sia così facile! Io conosco famiglie che hanno adottato."
ALESSIA: "In Italia è difficilissimo!"
BEATRICE: "...e costosissimo tra l'altro!"
GIORGIA: "A parte il costoso, però è difficile. Ci sono percorsi lunghissimi e non è detto che una volta che hai adottato vada tutto bene perché non è il figlio tuo che puoi dire: "Caspita, ho avuto questo figlio, è un disgraziato, come possiamo essere noi, è mio". Può capitare che ti arrivi un bambino che magari è stato in un orfanotrofio, che ha vissuto delle situazioni molto particolari e che quindi ti trovi a dover affrontare dei problemi più grandi di te che non ti saresti mai aspettata."
CHIARA: "Sì, certo."
GIORGIA: "… che non hai vissuto da quando è nato, perché adottare un bambino vuol dire anche poterlo accogliere quando ha cinque, dieci, quindici anni; fino ai diciotto anni lui può essere adottato e quindi crea ancora più disequilibrio. Perché il momento in cui tu arrivi ad un'adozione che spesso è dovuta…"
CHIARA: "Sì, ma comunque tu parli, stai sempre parlando all'interno di una famiglia, cioè, di comunque…"
GIORGIA: "Ma l'adozione mica la puoi fare da solo. Almeno, in Italia non funziona così."
ALESSIA: "In Italia non puoi."
BEATRICE: "Una volta sì, potevi!"
ALESSIA: "Devi essere sposato da tot. anni, ti fanno dei test, delle prove, vengono a vedere dove vivi…"
VERONICA: "… un periodo poi se va bene, bene... se no..."
ALESSIA: "Mia cugina ha aspettato... penso quindici anni, ormai aveva perso le speranze; dopo mi pare dieci anni l'hanno chiamata e detto: "Ti abbiamo accolto la richiesta, però devi venire in Thailandia a prendere il bambino". Sono partiti subito. Hanno preso due settimane di ferie perché devi andare là, fare due settimane di prova. All'inizio lui penso fosse in orfanotrofio. È andata là, ha dovuto fare, tipo, tre giorni che il bambino stava lì. Loro andavano determinate ore, stavano lì con lui. Poi lo hanno portato - penso - in albergo altre due settimane per vedere se si adattava con la famiglia e poi, dopo tutti i vari milioni di carte, sono riusciti a portarlo in Italia; però non è una cosa così facile: dopo dieci anni che tu aspetti, ormai te la sei messa via, non speri nemmeno più... ti chiamano: è ovvio che sia una gioia immensa, però non è proprio così facile.
Poi pensa a una mamma che non può avere figli: fa una richiesta, dopo dieci anni, insomma, non ha la stessa età che aveva quando ha fatto la richiesta dieci anni prima..."
BEATRICE: "… ma non c'è egoismo in nessuna delle due scelte. Cioè è una scelta personale. Sarebbe egoista da parte sua impedire a me di avere figli al massimo se io ne volessi. E io al contrario. Cioè..."
VERONICA: "O giudicare qualcuno per la scelta che fa."
BEATRICE: "Esatto, cioè, se uno vuole tanto una cosa non posso chiamarlo egoismo."
VERONICA: "Certo."
BEATRICE: "Lei non ne vuole, non ne avrà; non mi ha fatto certo del male perché non vuole avere figli. Come quell'altro non mi ha fatto male andando in Thailandia a prendersene su due, tre, quattro, dodici, cioè. Nel senso… se è un desiderio così forte in entrambi e una persona non si sente adeguata o, non lo so, all'altezza di essere madre o padre... perché mettere al mondo figli per poi educarli male?"
GIORGIA: "Io sono di quell'idea lì. Piuttosto di fare figli giusto perché bisogna farli è meglio non farli."
BEATRICE: "Sì, sì."
CHIARA: "Semplicemente non ne sento il bisogno. Cioè almeno.... io, cioè ho sempre vissuto con tutto il gruppo degli amici dei miei in cui c'era una coppia all'interno del gruppo, che non ha mai avuto figli, e non... cioè non è mai… quando ero piccola non ho mai chiesto perché loro non ne hanno. Cioè è venuto fuori proprio l'altro giorno, quando ho ricevuto la richiesta tramite mail, che mi è venuto... mi si è accesa la lampadina e sono andata a chiedere a mia madre, e penso che sia stata una delle coppie più belle all'interno di tutta la compagnia, perché proprio ha sempre viaggiato, è sempre andata in Thailandia, in Vietnam, a viaggiare nelle vacanze di Natale... però non è mai stato… cioè è sempre stato molto normale, probabilmente perché ho avuto un'educazione molto aperta e libera su vari livelli, anche sulla famiglia."
GIORGIA: "Sì, ma io non sto criticando il fatto che uno possa averne o non averne; io sono dell'idea che tutti possano averne e tutti possano non averne. È una scelta personale che vai a fare. E non dico che le coppie senza figli siano meglio o peggio delle coppie con figli. Quindi ci sono coppie che non possono averne e coppie che non vogliono averne. Però non credo che sia egoistica né una scelta né l'altra. Secondo me diventa egoistica nel momento in cui io penso solo a me stesso e non al bene del bambino. Allora, tu hai detto: "io non ne voglio avere adesso". Ok perfetto. È una scelta tua. Può essere vista come egoistica o non egoistica; per me non lo è, è una scelta personale. Però se io dico voglio assolutamente avere figli, non mi interessa come vivono, non mi interessa come vengono fuori, però devo averli a tutti i costi, questa è un'altra cosa."
CHIARA: "Certo."
GIORGIA: "… cioè devo essere aperta alla vita. Io sono aperta alla vita, arriva, bene, l'accolgo e la vivo a pieno; non arriva? Vuol dire che il disegno su di me è stato fatto in questo modo qui. Posso avere un figlio, posso averne due, posso averne dieci, bene; quello che deve essere, sarà … posso averne zero… e a me dispiace. Infatti, una per fortuna già ce l'ho, vediamo se arriva anche il fratellino…"
ALESSIA: "Maschio..." [risateGIORGIA: "La prima assomiglia tutta al papà, magari uno che assomigli a me…"
ALESSIA: "La femmina assomiglia al papà, il maschio assomiglia a te..."
GIORGIA: "Però son sicura di averla fatta..."
VERONICA: "E si chiamerà Giorgio…"
GIORGIA: "No, è già il nonno..."
ALESSIA: "Giorgio nonno, Giorgia mamma, Giorgio figlio… basta..."
VERONICA: "Giorgino..."]]>
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