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Paregger e Risé: "La nostra vita è dono di sé agli altri, con o senza figli"
altopiano del Renon (Bolzano) 2014 ott. 30 Archivio Vivo Lunàdigas MPEG colour sonoro



La scelta di non avere figli start 00:12:21end 00:19:32 Risé e Paregger ragionano sull'attualità del tema delle donne che scelgono di non avere figli, interessati alla declinazione delle vite individuali delle donne rispetto alla dimensione centrale della relazione di dono di sé con gli altri.trascrizione CLAUDIO RISÉ: "Io penso che bisogna vedere cosa succede perché se questa è una rinuncia complessiva alla dimensione della maternità o se questa è un'astinenza dalla maternità biologica: credo che siano delle storie molto diverse in questa posizione che può sembrare univoca, credo che ci siano dei mondi e degli aspetti personali, delle storie personali molto differenti di volta in volta. E credo che forse sarebbe interessante, a me interessa quando incontro questa posizione di vedere come poi si articola, come viene declinata la vita personale dal punto di vista ecco proprio del dono di sé agli altri, perché credo che l'aspetto del dono agli altri è centrale nella vita di tutti: è la nostra vita, in un certo senso. Noi siamo, l'uomo è un essere relazionale che vive, cresce, si sviluppa, cambia nella relazione con gli altri che è dono, in gran parte, la parte più interessante, la parte più creativa; questa è anche una delle riscoperte dell'antropologia negli ultimi centocinquanta anni è il dono, non è il mercato, non è l'acquisto, è il dono, che è la parte più significativa. Allora bisogna vedere quando questo ritiro che può presentarsi come un ritiro dal rapporto donativo è effettivamente questo o è un ritiro dalla maternità biologica, quindi una forma diversa di una scelta che c'è sempre stata nella storia femminile.
Appunto le beate vergini sono solo una rappresentazione ma le donne che non facevano figli per ragioni diverse fanno parte proprio della storia del femminile, anche come archetipo."
MARIA PAREGGER: "Sono madri comunque..."
CLAUDIO RISÉ: "Sono madri comunque… Diana, Artemide è vergine, è una beatissima vergine ma è anche la protettrice delle partorienti. Profondamente legata a tutto il mondo del dono, della creatività e così via. Quindi bisogna effettivamente vedere come si declina poi nella vita personale. Credo che sia molto importante anche per noi che guardiamo a questo fenomeno come psicanalisti, medici, narratori di storie a diverso titolo, fare bene attenzione a non cadere nella stereotipia, nel creare nuovi stereotipi e quindi anche nuovi stigmi nei confronti di queste donne ma seguirle e riconoscerle proprio nella loro specifica peculiarità di persone che hanno delle storie ogni volta diverse."
MARIA PAREGGER: "Io l'ho trovato… molto importante perché nessuno ne parla. Perché è anche un po' un tema quasi che non si riesce neanche a domandare all'altro: "perché non hai un figlio?" o anche perché è così complesso... "perché nella vita non hai un figlio?" e quindi… e nessuno ne parla, secondo me. Quindi è molto attuale adesso perché è diventato anche, secondo me, un po' più difficile affrontare una maternità anche perché non si vede più così tanto che una donna che non ha figli è comunque materna, può essere comunque una madre, si vede molto meno oggi giorno e quindi che questo sia il tema trovo molto molto importante, penso."
CLAUDIO RISÉ: "A me sembra un tema di grande attualità, e lo vediamo anche banalmente, statisticamente, nella continua decrescita nel fare figli del mondo occidentale. Ora questa decrescita, questa caduta nella natalità di questa... della cultura occidentale, certamente riguarda anche gli uomini, anche molti uomini hanno… sono su una posizione di questo tipo, di rifiuto del figlio, ma riguarda anche le donne, e quindi è giusto che venga indagata in entrambi i campi. E riguarda anche le coppie nel loro insieme, tra l'altro, appunto le coppie freechild, sono ormai organizzate in proprie organizzazioni e associazioni e così via, quindi è un fenomeno sociale di grande importanza, è giusto occuparsene, è del tutto sensato e, come ho detto, l'attenzione dovrebbe essere nel non farne, appunto, una sigla di un lifestyle, perché a quel punto è persa ogni profondità e si rientra a grandissima velocità nel consumismo creando, appunto, nuovi comportamenti, quindi, essenzialmente, quello che interessa al nostro modello sociale, nuovi consumi, e così via. Credo che questo sia un aspetto da guardare con grande attenzione e, per il resto, tutto quello che è approfondimento della posizione personale naturalmente è molto utile e assolutamente sensato svilupparlo dato che è uno dei grandi problemi del nostro tempo."
soggetto maternità scelta denatalità


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