PATRIZIA, 39 anni

Figli? Perché non ho figli?

Donna, 39 anni, nullipara.

Sposata, divorziata, risposata.

Torinese, diplomata, no ‘working girl’.

Figli? Perché non ho figli?

A volte mi faccio questa domanda.

A volte mi sottopongono questa domanda.

Non ho figli, perché no!

Adoro i bambini, mi piace guardare le loro espressioni, mi sorprendono, mi incuriosiscono, mi rallegrano.

Ma non voglio figli.

Perché? Perché no.

Da bambina sognavo di essere madre, mi sarei innamorata del mio principe azzurro, mi sarei sposata, giovane, come mia madre, avrei avuto dei figli, almeno 3, forse 4.

Non potevo non averne, le donne senza figli erano tristi, come l’amica di mia mamma. ‘Sai lei non riesce ad averne’ raccontavano le altre donne, mamme, quando si parlava di lei. E lo raccontavano con quel tono di voce penoso, compassionevole, con aria di superiorità, a volte anche con saccenza, dall’alto della loro presunzione di Mamme.

A me ‘la non mamma’ sembrava vecchia, era cicciottella, sempre con il grembiule. Era triste, viveva in una casa triste, buia, con mobili tristi, passava la vita a cucinare compensando, in quel modo, ciò che non poteva dare al marito. Io non volevo essere così, io non volevo una vita così. Io volevo essere mamma.

Son cresciuta, mi son scontrata con la vita.

Ho sempre pensato, ancora un po’ e poi lo faccio un figlio, l’anno prossimo, appena mi stabilizzo con il lavoro, appena mi riprendo dall’influenza. Di scuse ne ho trovate tante.

Ad un certo punto della mia vita mi son resa conto che, forse non lo volevo.

Stavo bene così.

Sto bene così.

Libera.

Libera dal dover essere qualcuna diversa da me stessa. Libera da essere ciò che la società vuole che io sia. Libera dal giudizio della mia famiglia che mi definisce un ‘ramo secco’, che pensa a me come ‘quella strana’, quella ingrata, che non li ha fatti diventare nonni. Libera di non essere una mamma, che non è nient’altro che mamma, spesso con nulla di materno e che in fondo quel bambino lì, mica lo sopporta.

Libera di dire, non ho figli perché non li voglio e guardare le facce delle mie coetanee stupite, quasi non sia possibile neanche averlo, un pensiero del genere.

E se l’anatema inflittomi si avverasse? Se un giorno mi pentissi di non aver generato? Accetterò le conseguenze della mia scelta ma, in fondo, con presunzione, mi ritrovo a pensare che delle libere scelte non ci si pente.

 

 

 

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