ILARIA, 34 ANNI

Il mio nome è Ilaria, ho quasi 34 anni ed ho una vita bellissima: la vita che desideravo.
Non ho SCELTO di non avere figli. Non c’è mai stato un momento in cui ho deciso di non averli. Semplicemente, non ho nemmeno mai preso in considerazione per un momento l’idea di averne. Il mio non essere madre è come il mio essere eterosessuale: una caratteristica naturale, con la quale sono nata e che non posso cambiare semplicemente, decidendo di fare il contrario di quel che il mio corpo e la mia mente mi dicono di fare. Mi sento completa, mi sento felice e desidero molte cose, ma non un erede. Da 17 anni amo quello che oggi è mio marito: siamo esseri complementari, simili in alcune cose, opposti in altre, ma il desiderio di genitorialità è assente in entrambi. La contraccezione, per me, è sempre stata un problema. Non mi sono mai fidata al 100% dei metodi di barriera (fondamentali, ma in una relazione fissa tra persone sane potevo farne a meno) e mi sono affidata ai contraccettivi ormonali. Per sedici lunghi anni ho assunto la pillola e, successivamente, l’anello anticoncezionale.
Ho sempre avuto effetti collaterali non considerabili gravi, ma in seguito ad un episodio di presunto TIA (attacco ischemico transitorio) i medici del Pronto Soccorso mi hanno allertata maggiormente sui rischi cardiovascolari e di incremento dell’incidenza tumorale relativi all’assunzione di contraccettivi ormonali. Ho riflettuto a lungo e ho deciso che avrei tentato di ottenere una contraccezione permanente per via chirurgica. Qui, il “calvario”: ho interpellato diversi medici e mi sono sentita dire che sono troppo giovane per decidere di non avere figli, che non ho la maturità per sapere se davvero non ne voglio (ma immagino che qualora avessi deciso di averne, sarei stata sicuramente matura per prendere una decisione così importante). Mi hanno mentito. Mi hanno detto che è ILLEGALE procedere con interventi di sterilizzazione su nullipare (cosa alla quale ahimé, ho creduto ma poi ho scoperto essere falsa. È stato illegale fino al 1978). Mi hanno addirittura detto che “c’è gente che farebbe di tutto per avere figli e Lei non ne vuole” (e con ciò? Mi dispiace moltissimo per chi vorrebbe veramente un figlio e non riesce a procreare, ma un’ipotetica mia gravidanza non risolverebbe la sterilità altrui esattamente come mangiare due pizze anziché una non risolve la fame nel terzo mondo). Mi è stato detto che “se proprio rimani incinta e non lo vuoi abortisci!” (Certo! Come se poi fosse semplice ottenere un’interruzione volontaria di gravidanza in Italia di questi tempi. E poi, io sono una persona previdente e responsabile. Non potrei mai ragionare così.) Sono stata trattata con molto poco garbo ed in maniera molto poco professionale da figure che credevo essere degli stimabili professionisti. Vi dico la verità: ho gettato la spugna. Finché…ho incontrato, per caso, una collega. Una collega che mi ha detto “mi sono sterilizzata”. Ho chiesto informazioni, sono corsa a farmi visitare da questo Dottore. Con lui ho parlato dei miei motivi. Mi ha spiegato tutto quanto. Mi ha proposto diversi metodi, ma ho scelto la salpingectomia bilaterale: per farla semplice, l’asportazione delle tube. Sono stata informata su tutto quel che c’era da sapere ed ha pure aggiunto che, sebbene sono certa non sarà il mio caso, qualora in futuro ci dovessi mai ripensare potrei tranquillamente avere una gravidanza con una fecondazione assistita (le ovaie continuano a funzionare perfettamente). Sapete cosa mi ha stupito di quell’incontro? Non la possibilità di fare finalmente quel che da anni speravo di poter fare e temevo fosse addirittura illegale. Non la tecnologia modernissima con la quale sarebbero entrati nel mio corpo, con tre buchini nella pancia, per fare l’operazione. Non il fatto che l’intero iter fosse addirittura passato dal sistema sanitario nazionale perché oltretutto risulta come intervento per la prevenzione dei tumori. Mi ha stupito l’umanità e la calma di quel medico. Dopo mesi di reazioni spropositate, di giudizi, di sguardi storti…innanzi a me un ESSERE UMANO che con un sorriso ed una voce serena mi dice tutto quel che mi deve dire. Senza opinioni non richieste. Senza ramanzine. Senza quell’aria di chi sa cosa vorrai in futuro più di quanto lo sappia tu stessa. Ve lo giuro: è stato commovente. Ad un tratto non ero più “una pazza”, ma una donna che faceva una scelta, valutandone i pro ed i contro e prendendosi le proprie responsabilità a riguardo. Quell’intervento l’ho fatto qualche giorno fa e sono felice. Ho trovato un’equipe splendida. Delle infermiere di una gentilezza e simpatia da riempire il cuore. Mi sono sentita “normale”, senza il bisogno di dover spiegare. È stata un’esperienza piena di gioia ed auguro a tutte coloro che vorranno intraprendere questo percorso di trovare la stessa umanità che ho trovato io alla fine del mio cammino per la contraccezione definitiva. Perché ogni donna merita di essere felice. Che voglia essere madre o che voglia esser Lunàdiga.

Un pensiero riguardo “ILARIA, 34 ANNI

  1. Brava. Senza tanto girarci intorno, non siamo obbligate ad essere tutte madri, per fortuna. Oggi c’é la possibilità di farlo in sicurezza e la possibilità di scegliere – con limitazioni psicologiche inflitte da persone bigotte e ottuse, ma c’é.
    La cosa brutta é che per scegliere di non avere figli devi fare una strada infinta e vieni boicottata e torturata psicologicamente, per metterne al mondo e poi fregartene ti aiutano pure.

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